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In consiglio regionale

Via libera in Umbria al testo unico sulla cultura: fondo da 31 milioni. Ma è scontro sulle rievocazioni storiche

Sabrina Busiri Vici

09 Maggio 2026, 07:00

Via libera in Umbria al testo unico sulla cultura: fondo da 31 milioni. Ma è scontro sulle rievocazioni storiche

Dopo il via libera del consiglio regionale dell’Umbria al nuovo Testo unico sulla cultura e l’impresa creativa, l’approvazione della riforma voluta dalla giunta regionale si tira dietro anche attacchi politici. Se da una parte la maggioranza esulta parlando di “svolta storica” per il settore culturale umbro, dall’altra l’opposizione attacca duramente accusando l’esecutivo di avere cancellato la legge sulle rievocazioni storiche approvata appena due anni fa.


A rivendicare il valore del provvedimento è stato il vicepresidente della Regione con delega alla Cultura, Tommaso Bori, che ha definito il testo “la più importante riforma mai realizzata per il settore culturale” in Umbria. Secondo Bori, il nuovo impianto normativo segna un cambio di paradigma: la cultura non più soltanto patrimonio da tutelare, ma leva di sviluppo economico, sociale e territoriale.
Tra gli elementi centrali della riforma figura l’introduzione di una programmazione triennale e di un Fondo regionale per la cultura che, secondo quanto annunciato dalla giunta, mobiliterà oltre 31 milioni di euro nel periodo 2026-2028. Un modello che, nelle intenzioni dell’esecutivo regionale, dovrebbe garantire maggiore stabilità agli operatori culturali e alle imprese creative, consentendo una pianificazione di lungo periodo delle attività.

Bori ha inoltre sottolineato il percorso partecipativo che ha accompagnato la stesura del Testo unico, costruito attraverso consultazioni pubbliche con operatori e associazioni culturali nell’ambito della cosiddetta Chiamata alle arti.
Il vicepresidente ha rivendicato anche il ruolo dell’Umbria come laboratorio nazionale di innovazione culturale, citando strumenti come l’Art Bonus regionale.


Ma l’approvazione della legge ha subito acceso lo scontro politico. A contestare duramente il provvedimento è stata la consigliera regionale di Fratelli d’Italia, Eleonora Pace, che parla di “scippo ai danni del patrimonio culturale umbro”. Nel mirino dell’opposizione c’è soprattutto l’abrogazione della legge regionale 11 del 2024 dedicata alle rievocazioni storiche, ora assorbita all’interno del nuovo Testo unico.
Secondo Pace, la scelta della maggioranza rappresenta un “depotenziamento” del settore delle manifestazioni storiche, che perde una disciplina autonoma e specifica. L’esponente di Fratelli d’Italia sostiene che quella normativa avesse consentito all’Umbria di allinearsi agli standard nazionali sulla tutela delle rievocazioni, riconoscendo un ruolo preciso alle associazioni impegnate nella valorizzazione delle tradizioni locali.
L’opposizione contesta anche il metodo seguito dalla maggioranza durante l’iter della legge.
Pace accusa infatti la giunta di avere ignorato le richieste avanzate dall’Aurs e dalle associazioni di settore durante le audizioni e attraverso comunicazioni ufficiali inviate alla Regione.
Da qui l’annuncio di una battaglia politica per chiedere il ripristino di una normativa autonoma dedicata alle rievocazioni storiche.

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