LA RICORRENZA
Oggi, 8 maggio, è la giornata mondiale della Croce Rossa. "Malgrado le fatiche, i soldati non riposano e implorano il soccorso dei medici, rotolando disperati nelle convulsioni che termineranno con il tetano e la morte". È il 1859, Solferino. Da queste parole strazianti di Jean Henry Dunant nascerà il movimento umanitario internazionale che oggi salva milioni di vite in 190 Paesi. Ma perché la Croce Rossa ha tre simboli diversi?
La croce rossa
La Croce Rossa nacque nel 1859, dopo la seconda guerra di indipendenza italiana combattuta a Solferino. Fu una battaglia cruenta che lasciò sul campo centomila vittime fra morti, feriti e dispersi. Colpito dalle scene strazianti, l'imprenditore svizzero Jean Henry Dunant scrisse "Un Souvenir de Solferino", un libro-testimonianza che verrà tradotto in più di 20 lingue. Da quella profonda ferita nacque l'idea di creare società di soccorso capaci di assistere i feriti di guerra in modo neutrale.

Nel 1863, con il convegno di Ginevra, nacquero le società nazionali di Croce Rossa guidate dal principio della neutralità delle strutture e del personale sanitario. Il simbolo adottato fu una croce rossa su fondo bianco, riprendendo e invertendo i colori della bandiera svizzera, in omaggio a Dunant. Grazie al suo impegno, Dunant vinse il primo premio Nobel per la Pace nel 1901 e morì povero nel 1910.

La mezzaluna rossa
Il simbolo della mezzaluna venne adottato durante la guerra russo-turca del 1876-1878, quando l'Impero ottomano decise di utilizzare una mezzaluna rossa al posto della croce per motivi culturali e religiosi. Il riconoscimento ufficiale arrivò nel 1929, quando la Mezzaluna Rossa venne accolta tra gli emblemi protettivi delle Convenzioni di Ginevra. Da quel momento, croce e mezzaluna sono entrambe simboli di protezione umanitaria riconosciuti a livello internazionale e utilizzati in oltre 190 Paesi.
Il cristallo rosso
Nel 2005 si aggiunge un terzo emblema: il Cristallo Rosso. Questo emblema fu adottato con il terzo protocollo addizionale alle Convenzioni di Ginevra per rispondere a un'esigenza concreta: alcuni Paesi, come Israele con il Magen David Adom (Stella di David Rossa), non potevano utilizzare né la croce né la mezzaluna per ragioni culturali. Il Cristallo Rosso, un rombo rosso su fondo bianco, offre una via completamente neutra, permettendo a tutte le società nazionali di operare sotto un simbolo universalmente riconosciuto e protetto dal diritto internazionale.

La guerra
L'aiuto della Croce Rossa e della Mezzaluna arriva nelle zone di guerra, dove operatori e volontari lavorano esponendosi a rischi gravissimi.
Gaza: l'ospedale da campo di Rafah, nella Striscia di Gaza, aperto nel maggio 2024 come soluzione temporanea, è diventato una delle poche strutture sanitarie ancora funzionanti nel sud della Striscia. In due anni ha garantito interventi chirurgici, consultazioni mediche, parti, fisioterapia e trasfusioni.
Sud Sudan: la Croce Rossa è presente con oltre 19mila volontari. Nel solo 2025 più di mezzo milione di persone sono state costrette a lasciare le proprie case a causa di conflitti e violenze.
Afghanistan: nell'aprile 2026, Icrc, la Mezzaluna Rossa afghana e il World Food Programme hanno avviato un'operazione nella provincia orientale di Nuristan in aree rimaste inaccessibili per settimane a causa del conflitto. Circa 136.000 persone (circa 17.000 famiglie) avevano affrontato gravi carenze di cibo, cure sanitarie e beni essenziali.

Come diventare volontario della Croce Rossa
La Croce Rossa Italiana è molto attiva sul territorio nazionale, con una rete capillare di operatori e volontari che intervengono in casi di incidenti stradali, malori, emergenze sanitarie, assistenza agli anziani, sostegno alle persone fragili, aiuto ai migranti e attività di prevenzione. La CRI cerca volontari in tutta Italia: ci sono decine di modi per fare la differenza. Scoprite come diventare volontari sul sito ufficiale della Croce Rossa Italiana: www.cri.it/diventa-volontario.
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