LA CERIMONIA
Ludovico Natalizi con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (foto Lapresse)
L'Alfiere della Repubblica Ludovico Natalizi ha ricevuto l'attestato e il distintivo d'Onore dal presidente Sergio Mattarella. È arrivato il giorno della cerimonia al Quirinale, durante la quale il 18enne marscianese è stato premiato insieme agli altri 27 giovani che si sono distinti per comportamenti ispirati a senso civico, altruismo e solidarietà. Natalizi è stato insignito del prestigioso riconoscimento “per la generosità e la semplicità con cui dedica il proprio tempo ai bambini più piccoli aiutandoli nei compiti scolastici. Il suo impegno silenzioso è occasione di crescita e di arricchimento reciproco”.
“Sperimentare e comunicare la solidarietà” è il tema che ha ispirato la scelta dei giovani insigniti in questa edizione. Accanto ai riconoscimenti individuali, il Presidente Mattarella ha voluto assegnare quattro targhe dedicate al tema dell’inclusione, con l’obiettivo di valorizzare azioni collettive che rappresentano un esempio concreto di cooperazione, rispetto reciproco e partecipazione attiva.
La cerimonia, condotta dalla giornalista Gabriella Facondo, è stata aperta dall'intervento del presidente Mattarella:
“Forse il grande mutamento demografico che stiamo attraversando – e che dovremmo capovolgere – induce talvolta negli adulti disattenzione verso i giovani. L’impressione è che non se ne ascoltino a sufficienza domande e propositi. Che non si valorizzino adeguatamente i loro talenti. Non ci si accorge – sovente - del loro bisogno di orientarsi e anche, talvolta, del loro disagio in un mondo così diverso da quello in cui i loro genitori sono cresciuti.
So bene che le cronache, il più delle volte, accendono i riflettori su episodi drammatici, su violenze e illegalità. Queste esistono e non vanno nascoste. Ma sarebbe una deformazione della realtà e della sua rappresentazione se queste potessero oscurare, addirittura rimuovere, le tante – ben più numerose – notizie positive, di grande valore.
Soltanto chi si chiude sempre di più in sé stesso può pensare che i comportamenti spregevoli siano più di quelli che recano fiducia. La solidarietà incontra un ostacolo: la solitudine. Per abbattere i muri della paura immotivata, della diffidenza, della rassegnazione, dobbiamo superare le solitudini.
Oggi, qui, rappresentate i tanti giovani che avvertono e mettono in pratica solidarietà, spirito civico, altruismo. Non siete eccezioni isolate e neppure ‘stranezze’ nella vita sociale. I giovani coltivano tanti valori positivi e molta voglia di costruire.
Il filo che collega quest’anno molte vostre storie è ‘sperimentare e comunicare solidarietà’. Sono due campi - comunicare e sperimentare - di grande importanza in questo nostro tempo, così veloce e così globale nelle trasformazioni. I giovani sanno comunicare con strumenti nuovi, con modalità inedite, con linguaggi spesso poco accessibili per gli adulti. Diffidarne è un errore. È possibile, al contrario, contribuirvi con suggerimenti rispettosi e non invasivi.
I giovani devono poter sperimentare, provare a camminare da soli, cercare il loro sentiero, definire il proprio percorso. Essere protagonisti del proprio futuro. ‘Sperimentare e comunicare’ solidarietà vuol dire, inoltre, prendere la propria strada per costruire giustizia; non limitarsi e seguire strade, anche buone, già battute.
Il progresso e lo sviluppo vengono spesso intesi esclusivamente con parametri economici. Ma non è così. Il benessere dipende da molteplici fattori. Anche dall’amicizia che c’è tra le persone, dal senso di sicurezza che scaturisce dall’avvertire intorno a sé persone che collaborano al bene comune. Gli anni più giovani sono quelli in cui si è naturalmente portati a tessere amicizie. Voi avete cominciato a farlo. Il mio augurio è quello di continuare in questa direzione".
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