Terni
Sarà Simon Phillips, leggenda della batteria e figura di riferimento assoluta della scena internazionale, a chiudere la 22esima stagione di Visioninmusica.
Il concerto di Simon Phillips & Protocol 6 è in programma giovedì 14 maggio, alle 21, all’auditorium Gazzoli di Terni.
Con oltre cinque decenni di carriera, Simon Phillips ha costruito un percorso straordinario che attraversa jazz, rock e fusion, collaborando con artisti iconici come Jeff Beck, The Who, Frank Zappa, Peter Gabriel, Stanley Clarke, Al Di Meola, Joe Satriani, Brian Eno, Hiromi e molti altri ancora. Un capitolo fondamentale della sua carriera è rappresentato dai vent’anni nei Toto (1992–2014) dove ha raccolto l’eredità di Jeff Porcaro, contribuendo a definire il suono della band in studio e dal vivo.
È però con il progetto Protocol che Phillips ha espresso in modo più compiuto la propria visione artistica.
Nato nel 1989 come progetto solista - con l’artista impegnato a suonare tutti gli strumenti - si è evoluto nel tempo fino a diventare una delle realtà più autorevoli del jazz-rock contemporaneo.
Oggi, con Protocol 6, Phillips porta avanti una ricerca musicale che affonda le radici nei grandi capolavori della fusion anni ’70, da Romantic Warrior dei Return to Forever a Heavy Weather dei Weather Report, fino a Spectrum di Billy Cobham, traducendone l’eredità in un linguaggio attuale, dinamico e ricco di idee.
Al centro di questo nuovo capitolo c’è una band di straordinario livello: Alex Sill alla chitarra, Otmaro Ruiz alle tastiere, Ernest Tibbs al basso - collaboratore storico del progetto - e Phillip Whack ai sassofoni. Un ensemble affiatato che, guidato dalla potenza e dalla precisione della batteria di Phillips, sviluppa un interplay continuo, dando vita a strutture complesse e ad una narrazione musicale intensa e coinvolgente.
Le nuove composizioni evidenziano un’evoluzione significativa nella scrittura: brani costruiti su una forte centralità melodica, con strutture che richiamano la forma-canzone pur mantenendo una spiccata complessità ritmica e armonica. È lo stesso Phillips a definire questo approccio “progressive jazz”, una sintesi personale tra l’energia del rock e la libertà espressiva del jazz.
Il risultato è un progetto musicale maturo e visionario, in cui la dimensione tecnica si fonde con quella emotiva, offrendo al pubblico un’esperienza musicale totalizzante.
Il concerto di Terni rappresenta così non soltanto l’atto conclusivo della stagione, ma anche un appuntamento imperdibile per gli appassionati di musica contemporanea, capace di coinvolgere pubblici diversi grazie a un linguaggio potente, sofisticato e profondamente attuale.
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