Attualità
Dopo sei anni di battaglie giudiziarie e politiche finalmente si è giunti in forma definita all’allocazione del Lascito Mariani che sarà tutto speso in tecnologie d’avanguardia per l’ospedale di Città di Castello. Se questo è il buono, adesso i cittadini attendono che vi sia anche adeguato personale sanitario affinché queste tecnologie siano usate al meglio il prima possibile e quindi di personale stabile in numeri adeguati per risolvere i tanti problemi che attualmente i cittadini patiscono nelle liste di attesa.
“Il Lascito Mariani sarà investito per offrire nuove opportunità ai cittadini. Prestazioni sanitarie che finora non c’erano all’interno di servizi strategici dell’ospedale di Città di Castello e che andranno a rispondere a importanti esigenze diagnostiche dell’utenza”.
È quanto rende noto il sindaco Luca Secondi, riferendo che nella riunione congiunta delle commissioni consiliari permanenti del Comune di Città di Castello Servizi, partecipazioni ed economica, l’azienda Usl Umbria 1 con il direttore generale Emanuele Ciotti ha presentato il piano di investimenti destinati all’ospedale che saranno finanziati dal Lascito Mariani. Radiologia e diagnostica per immagini, cardiologia, oculistica, urologia e ginecologia, stroke emergenza-urgenza sono le aree ospedaliere che saranno potenziate grazie ai 3 milioni e 700 mila euro lasciati in eredità al Comune da Olga e Clara Mariani, trasferiti successivamente all’Usl Umbria 1 a seguito della firma, il 28 luglio 2020, di un protocollo tra amministrazione tifernate, Regione Umbria e azienda sanitaria territoriale.
Come ha spiegato la direzione aziendale dell’Usl Umbria 1, il piano di investimenti risponderà a un obiettivo chiaro: trasformare risorse vincolate in servizi aggiuntivi, innovativi e misurabili per i cittadini dell’Altotevere. Un programma coerente con l’impostazione richiamata anche dal giudice contabile.
Il Lascito è, infatti, rivolto al soddisfacimento di finalità assistenziali proprie dell’istituzione ospedaliera, intendendo l’ospedale quale centro dei compiti “lato sensu assistenziali”, con la raccomandazione di “alleviare le sofferenze e soccorrere quanti si trovino nel bisogno di cure”.
L’Usl Umbria 1 ha ribadito, infatti, che tali risorse sono vincolate a investimenti e non sono destinabili a spesa corrente. Accanto al programma ospedaliero l’azienda sanitaria ha garantito, inoltre, la disponibilità a un tavolo stabile di confronto con l’amministrazione e le commissioni insieme alla direzione di distretto per condividere in modo continuativo l’orientamento delle risorse aggiuntive regionali sui bisogni territoriali previste dal Prina e non solo, quindi per quanto riguarda residenzialità anziani, Alzheimer, salute mentale, Serd, neuropsichiatria infantile e adolescenza, disturbi del comportamento alimentare e servizi integrativi ad alta fragilità.
“Garantire ai cittadini nuove prestazioni specialistiche presso l’ospedale di Città di Castello era la priorità che abbiamo sostenuto come amministrazione comunale nell’ambito dei lavori della commissione paritetica costituita tra Comune, Regione e Usl Umbria 1 sulla destinazione del Lascito Mariani”, sottolinea Secondi.
“Accogliamo quindi con soddisfazione che la proposta formalizzata dall’Usl Umbria 1 abbia recepito la nostra impostazione politica, prevedendo investimenti tecnologici che creano nuove opportunità per le comunità di Città di Castello e dell’Altotevere”, puntualizza il primo cittadino, evidenziando come “le tecnologie che verranno implementate all’interno di servizi strategici dell’ospedale non saranno sostitutive di quelle già esistenti, ma daranno risposte diagnostiche e operative per le quali finora era necessario rivolgersi ad altri presidi sanitari della regione”.
Dichiarazioni giunta anche da Giovanni Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Castello Civica: “Soddisfazione a metà ma sicuramente da considerare il bicchiere mezzo pieno visto come si era messa la vicenda. Finalmente il Lascito Mariani ha trovato un riscontro in macchinari di nuova generazione all’Ospedale di Città di Castello che pone fine a una grottesca vicenda giudiziaria fatta di parcelle eccessive, di lungaggini burocratiche e di assurde richieste di risarcimento. Sicuramente si sarebbe preferito un impiego in spesa corrente fatto per arginare l’emergenza invecchiamento della popolazione che sta attanagliando la Nazione e la nostra Comunità perché anche se avrebbe consumato in pochi anni il lascito meglio avrebbe interpretato la lettera del medesimo lenire le sofferenze dei tifernati”.
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