SPOLETO
Timori sul futuro dello Stabilimento militare di munizionamento terrestre di Baiano.
Come riportato dal consigliere regionale Nilo Arcudi che ha annunciato un’interrogazione, infatti, in seno all’Agenzia Industrie Difesa si starebbe riflettendo sul possibile “trasferimento delle linee di lavorazione dal polo spoletino verso il sito di Noceto” (Parma), di recente riqualificato così da rispettare i parametri europei e quelli adottati nei contesti industriali dell’Alleanza Nato.
La direzione generale con sede a Roma, contattata telefonicamente, ha preferito non esprimersi sull’argomento anche perché nulla, al momento, risulta essere stato deciso.
Aggiornamenti sulla vicenda, in ogni caso, sono attesi a stretto giro di posta visto che, proprio in queste ore, è prevista la definizione del contratto che consentirà di capire quali, e quante, linee di produzione verranno effettivamente svolte nei vari poli industriali.
In attesa di sviluppi, va registrato l’intervento dell’esponente di Umbria Civica Arcudi che, in una nota, ha condiviso le preoccupazioni espresse dal coordinatore della Uil Fp Difesa Umbria Jacopo Zanelli (da poco nominato referente spoletino dello stesso partito) il quale, da diverso tempo, sta seguendo la questione a tutela della struttura.
Per Arcudi l’eventuale trasferimento “rappresenta un’operazione che non avrebbe alcuna giustificazione economica o industriale e che rischia di infliggere un colpo mortale a un’eccellenza del nostro territorio”.
In effetti lo spolettificio, fondato nel 1937 come reparto staccato del laboratorio di caricamento proiettili esercito di Piacenza, nel corso degli anni è divenuto uno dei principali siti produttivi del settore e del comprensorio spoletino.
“A Baiano - aggiunge Arcudi - abbiamo già tutto ciò che serve: macchinari operativi, laboratori certificati e un capitale umano con competenze consolidate in anni di attività. Scegliere di spostare queste funzioni in un sito come quello di Noceto è un’assurdità gestionale che peserà sulle casse pubbliche”.
La questione, in realtà, non è nuova. Già nel novembre 2012 se ne parlava, con l’Aid che aveva consegnato alla Cgil, Cisl, Uil, Usb un documento dettagliato contenente l’analisi del piano di accorpamento poi, evidentemente, accantonato in seguito. Ora, invece, l’ipotesi sembra essere tornata sul banco.
Una decisione ufficiale in tal senso, come detto, non è stata ancora presa tuttavia Arcudi, nella giornata di ieri, ha voluto comunque presentare una interrogazione tesa a chiedere alla Giunta guidata dalla presidente Stefania Proietti di “uscire dall'ambiguità e prendere una posizione chiara. È necessario un confronto immediato con i sindacati e con l’Agenzia Industrie Difesa per bloccare il trasferimento e varare un piano di investimenti serio su Baiano. Qui è in gioco non solo una lavorazione, ma il futuro di decine di famiglie e la tenuta di un presidio fondamentale”.
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