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La replica all’assessore Ghione, Franceschini: “Crisi, si scarica responsabilità sui negozi”

Il presidente di Confartigianato: “Aperture serali frutto di scelte costi-benefici”

06 Maggio 2026, 08:42

La replica all’assessore Ghione, Franceschini: “Crisi, si scarica responsabilità sui negozi”

Sempre più caos sul fronte commercio e Ztl dopo le dichiarazioni dell’assessore Gabriele Ghione durante la serata del Cantamaggio. Dal palco delle autorità l’assessore al Commercio ha puntato il dito contro i commercianti del centro che hanno preferito lasciare chiusi i negozi con tanto di vetrine al buio nonostante la città fosse piena di gente in occasione della sfilata dei carri la sera del 30 aprile. Da qui la sua scommessa, sempre diretta ai commercianti ternani, accusati di restare fermi su modelli superati e di lamentarsi per Ztl e parcheggi senza cogliere le opportunità degli eventi: “Facciamo una scommessa – ha detto l’assessore -: se riuscirò a convincere il sindaco Bandecchi a togliere una parte dell'isola pedonale sarete pronti a fare vetrine che richiamino le tante iniziative che a Terni vengono organizzate ogni settimana? E a lasciarle accese anche di notte?”.

Non è passato molto tempo che è arrivata la replica di Confartigianato pronta a respingere al mittente con forza le accuse dell’assessore: “Questa amministrazione, invece di fare proposte proprie e politiche concrete di rilancio – tuona il presidente Mauro Franceschini - tenta ancora una volta di scaricare sui commercianti e sugli artigiani le responsabilità della crisi del centro cittadino. Le categorie – aggiunge - non accettano di essere il capro espiatorio di un’amministrazione che tra giravolte e proclami non sembra in grado di intervenire sui problemi del commercio e dell’artigianato”. Confartigianato ribadisce che i commercianti e gli artigiani sono imprenditori: ogni scelta, comprese le aperture serali o straordinarie, è frutto di una valutazione costi-benefici che dipende dalla merceologia e dalle strategie aziendali.

Chi fa impresa professionalmente, con particolare riferimento al commercio di beni – spiega l’associazione - sa che la valutazione di un evento non si fa solo sui possibili flussi di persone, ma sulla concreta attitudine dell’evento a creare una risposta in termini di ricavi. L’amministrazione invece di rivolgere accuse infondate dovrebbe interrogarsi sul perché alcuni eventi e alcune situazioni non vengono valutate positivamente dalla maggioranza dei commercianti e degli artigiani del centro che sono i primi ‘clienti’ degli eventi stessi”. Confartigianato chiede fatti: “Invece di attaccare chi resiste, l’amministrazione dovrebbe spiegare quali politiche sono in atto per aggredire le reali cause della crisi, come il calo demografico, l’erosione dei redditi, le politiche della mobilità e della accessibilità del centro e la insufficienza di politiche di rilancio dell'economia locale, solo per citarne alcune”. Confartigianato Terni ricorda infine di aver consegnato agli assessori Ghione e Laudadio un piano di emergenza per il rilancio urbano, con proposte specifiche tra cui uno shock fiscale con riduzione immediata del venti per cento della Taric per le microimprese del centro, la sosta gratuita dalle 18 alle 20 per riportare i cittadini in centro dopo il lavoro, e un piano luce e videosorveglianza serio “per smettere di parlare di ‘vetrine spente’ quando le strade restano al buio per insufficienza delle politiche pubbliche”.

Nessuna controreplica, al momento, da parte dell’assessore Ghione che in ogni caso dovrà affrontare al più presto la questione del commercio a cominciare dalle recenti richieste di alcuni commercianti del centro storico che con una petizione sottoscritta da 700 firme chiedono l’apertura di via Primo Maggio e parcheggi gratis anche per i non residenti.

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