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Festa dei Ceri: "Le radici restino vive e vitali". Fabio Mariani ricorda il valore di coesione sociale del 15 maggio

Euro Grilli

06 Maggio 2026, 18:03

Festa dei Ceri: "Le radici restino vive e vitali". Fabio Mariani ricorda il valore di coesione sociale del 15 maggio

Fabio Mariani, che è stato presidente dell’Università dei muratori, scalpellini e arti congeneri Innocenzo Migliarini per 9 anni, alla fine del mese di gennaio è tornato in carica a seguito delle dimissioni del presidente Giuseppe Allegrucci. Mariani stavolta resterà in carica fino al mese di marzo del prossimo anno quando si rinnoverà tutto il consiglio tramite elezioni. Guiderà l’Università che è depositaria della Festa dei Ceri, per due edizioni. E per l’ormai prossimo 15 maggio ha detto: “Celebreremo la Festa dei Ceri in uno scenario internazionale carico di paure e dolore dove guerre e genocidi si sono di nuovo affacciati sulla scena della storia e forse mai come ora ha senso ricordare Sant’Ubaldo, santo della Riconciliazione e vivere il suo insegnamento e i valori della Festa per cambiare il mondo intorno a noi”.

Ha quindi poi ricordato: “Quella che il vescovo Pietro Bottaccioli definì una sinfonia sociale rappresenta il paradigma opposto a quanto vediamo accadere e ci insegna quanto di bello e grande si possa realizzare per il bene di tutti operando insieme con le proprie peculiarità. Per questo essere da secoli come Università dei muratori scalpellini e arti congeneri depositari e parte significativa dell’anima di questa tradizione così profondamente incarnata nella comunità eugubina è ancora di più un ruolo che sentiamo con grande senso di responsabilità”.

Trasmettere valori spesso lontani da quanto sperimentiamo quotidianamente è la chiave non per restare ancorati al passato - ha precisato - ma per fare passi solidi nel futuro, lasciando impronte significative. I rituali che a questi valori danno voce e corpo non sono per la Festa dei Ceri stanche rievocazioni, ma sono memoria e il rinnovare ogni volta i contenuti fondativi della Festa nel suo rapporto con tutta la comunità. In questa prospettiva tutta la discussione intorno alla sorte degli Arconi ha assunto e assume un significato diverso dal semplice mantenimento di uno status quo. Quello che l’Università dei muratori scalpellini e arti congeneri Innocenzo Migliarini ha voluto salvaguardare, interpretando la volontà diffusa della città è la più significativa fabbrica sociale della comunità eugubina, il luogo della parità sociale, dello scambio e del dono gratuito che rafforza i legami sociali, insegnando la dipendenza reciproca nella comunità dei ceraioli prima e nella città tutta poi”.

E ha concluso: “Siamo grati a chi alla fine ha voluto prestare ascolto alla voce della città, comprendendo che ogni parte della Festa rappresenta un elemento significativo del suo complesso dispiegarsi. La Festa è cambiata nel tempo e poiché è un sistema vivente continuerà a farlo, a noi sta la responsabilità di garantire che quanto possa tagliarne le radici rimanga lontano e che invece queste stesse radici che trovano nutrimento o nelle ritualità ancestrali o nella devozione profonda per Sant’Ubaldo o nella capacità di generare coesione sociale possano continuare a rimanere vive e vitali”.

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