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Moda e tendenze

Auricolari con il filo e occhiali che truccano il viso: la Gen Z sceglie la praticità

05 Maggio 2026, 14:52

Auricolari con il filo e occhiali che truccano il viso: la Gen Z sceglie la praticità

Oggi a truccarci ci pensano gli occhiali: non è magia, è tecnologia giapponese. E mentre il futuro crea occhiali-blush, il passato si vendica con gli auricolari wired che conquistano la Gen Z su TikTok. La nuova tendenza è scegliere la praticità preferendo solo cose che funzionano e che fanno risparmiare tempo.

Auricolari con i cavi

Il trend 2026 si chiama wired che vuol dire cablato, con i fili: parliamo della tecnologia che scoppiò nel 2001 sostituendo definitivamente i walkman e i lettori cd portatili. Inventati negli anni ’80 da Sony e messi sul mercato da aziende come Philips e Panasonic, dominarono nel mondo del personal audio per oltre 20 anni, finché non arrivò la tecnologia wireless con il primo modello AirPods di Apple nel 2016. Fu l’inizio del cambiamento. Tutto il mondo che ci circonda nasce dal wireless: dalla domotica che gestisce le luci, ai termostati di casa tramite app, agli altoparlanti echo, fino ai fitness tracker che sincronizzano i dati senza un singolo cavo. Eppure, in controtendenza quello a cui assistiamo oggi è il ritorno di auricolari e cuffiette con i fili. Su TikTok l'hashtag #WiredEarbuds ha superato le 45 milioni di visualizzazioni, con creator che mostrano orgogliosi i loro cavi bianchi come accessorio must-have. Chi li ha riscoperti li preferisce al wireless per diverse ragioni.

Qualità del suono: un dettaglio cruciale per chi ama ascoltare la musica. Gli auricolari cablati hanno una trasmissione audio analogica diretta, questo vuol dire che il segnale viaggia in forma pura, preservando le frequenze (alte e basse) che il bluetooth sacrifica per risparmiare banda. Le cuffie cablate restituiscono dettagli sonori che non ha il wireless come il respiro del cantante o il riverbero di una chitarra acustica.

Benessere: molti scelgono di evitare il wireless a causa dei danni che potrebbero provocare le onde elettromagnetiche, una teoria che nasce dalla preoccupazione per l’esposizione prolungata a radiazioni RF (radiofrequenza) emesse dal bluetooth. Va precisato che l'Organizzazione Mondiale della Sanità classifica queste emissioni come "possibilmente cancerogene" (classe 2B), ma gli studi scientifici non hanno ancora fornito prove conclusive. Tuttavia, la scelta cable viene vissuta dai più giovani come forma di digital detox.

Vantaggio economico: costano poco e sono alla portata di tutti, soprattutto dei giovanissimi. Il prezzo degli auricolari cablati spazia dai 10-15 euro per i modelli base, fino ai 30-35 euro per le opzioni premium. I top di gamma possono raggiungere anche i 150 euro, comunque al di sotto dei loro gemelli senza fili. Un vantaggio prezioso se consideriamo che gli auricolari sono gli oggetti che vengono smarriti o dimenticati più spesso.

Non disturbare analogico: è un modo per segnalare visivamente a chi incrociamo che non desiderano essere disturbati. I cavi bianchi che pendono dalle orecchie non passano inosservati. Il messaggio è chiaro: “sono occupato, non interrompere”. Un po’ più complicato con i wired che scomparendo dentro il padiglione auricolare ci espongono al disturbo, oltre che a farci passare per matti perché da fuori sembra che parliamo da soli.

Tra i modelli che stanno vivendo un vero e proprio ritorno di fiamma troviamo gli Apple EarPods con jack da 3.5mm (ancora vendutissimi nonostante iPhone li abbia abbandonati), i Samsung AKG Type-C inclusi negli smartphone Galaxy, e i classici Sennheiser CX 300S, diventati icona Gen Z su TikTok. Anche brand streetwear come Urbanears e Skullcandy stanno rilanciando linee cablate dalle colorazioni accattivanti, trasformando gli auricolari con filo in accessori fashion dal sapore nostalgico.

Occhiali Jins cheek color lens: il make-up che si indossa

Direttamente dal futuro, arrivano gli occhiali make up che aggiungono un tocco di blush all’incarnato senza aprire una trousse. Esistono davvero, li ha messi sul mercato la casa giapponese Jins. A crearli la make up artist Igari Shinobu, famosa per aver inventato il trucco “sbornia chic”: candido e leggermente arrossato, simile a quello che si ha dopo aver bevuto un drink. L'idea nasce da una tendenza beauty in forte crescita nel 2026: quella del "no-makeup makeup". Secondo Pinterest Predicts 2026, le ricerche per "subtle blush techniques" sono aumentate del 340%, confermando il desiderio di un'estetica fresca e spontanea. Indossando questi occhiali vedrete apparire proprio quell’aspetto, grazie alle sfumature cromatiche che si concentrano sulla parte inferiore della lente, simulando un leggero rossore. Le nuance disponibili sono tre: rosa cipria, rosa pesca e arancio. Il brand precisa che l’effetto cambia da persona a persona, perché dipende dall’incarnato, dai lineamenti e dal modo in cui la lente cade sul viso. A rendere tutto ancora più interessante è il servizio virtual try-on che consente di provare gli occhiali online usando la fotocamera del computer, dello smartphone o del negozio. Dove possiamo comprarli? In Giappone presso i negozi della catena Jins, oppure sul sito americano. Le lenti Cheek Color partono da un prezzo di 100 dollari ai quali bisogna aggiungere quello della montatura. Alcuni modelli risultano acquistabili online, anche se la disponibilità può cambiare e va verificata al momento dell’ordine.

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