Iniziativa
Museo Burri
Burri Summer Camp. Un’estate al museo a Città di Castello, senza dubbio inedita, che si trasformerà in un territorio da esplorare e inventare, dove i bambini diventeranno piccoli artisti e curiosi esploratori. Tra le grandi sale e gli spazi straordinari della Fondazione Burri, dal 15 giugno al 10 luglio 2026 (dal lunedì al venerdì, con varie opzioni solo la mattina ed anche il pomeriggio) agli Ex Seccatoi del Tabacco, si confronteranno con l’arte del grande maestro tifernate. I suoi segni, le materie e le texture sorprendenti diventeranno ispirazione per giochi, esperimenti e creazioni originali. Ogni settimana sarà un viaggio alla scoperta del segno, del colore, della forma e dello spazio. I partecipanti sperimenteranno tecniche artistiche differenti, manipoleranno materiali tradizionali e innovativi e impareranno a osservare, interpretare e trasformare ciò che li circonda. Il gesto creativo diventerà un linguaggio personale, ma anche uno strumento per collaborare, condividere idee e costruire insieme, valorizzando il piacere dello stare insieme e la forza della cooperazione.
Ogni giornata alternerà momenti di esplorazione, laboratorio e svago creativo, favorendo la curiosità e la scoperta condivisa. Il Camp culminerà in una restituzione finale, in cui i bambini allestiranno esposizioni o piccole performance con le loro opere, trasformando il museo in un libero palcoscenico di creatività. In questo spazio unico, l’arte di Burri diventerà non solo oggetto di osservazione, ma punto di partenza per immaginare, creare, sorprendersi e sperimentare insieme.
Le attività sono pensate per bambini e bambine dai 6 ai 13 anni e per tutto il periodo dei campus c’è anche l’opzione inglese. Al termine dei laboratori didattici, giochi e progetti a tema una performance finale aperta (in forma di piccola restituzione) dove i bambini guideranno i propri familiari in una “visita performativa”, recitando davanti alle opere che hanno ispirato il loro lavoro settimanale, diventando loro stessi veri e propri “ciceroni” dell’arte contemporanea di uno dei più grandi maestri, simbolo della città che custodisce le sue opere in tre magnifici musei. Il complesso industriale è costituito da undici capannoni, Burri individuò uno di questi che, date le dimensioni monumentali che le sue opere stavano assumendo alla fine degli anni Settanta, richiese e riuscì ad ottenere per adibirlo a studio. Con lungimiranza ritenne che l’intera struttura potesse diventare il “contenitore” adatto per le sue ultime creazioni, procedette con l’acquisto e così nell’estate del 1990 inaugurò la seconda sede della Fondazione Burri. Il restauro fu condotto, sempre sotto la guida di Burri, dagli architetti Alberto Bacchi e Tiziano Sarteanesi rispettando la primigenia funzione degli edifici. Info e prenotazioni: www.fondazioneburri.org.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy