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Negozi chiusi e vetrine spente Ghione: “E poi è colpa della Ztl?”

L’assessore critico con i commercianti che non hanno tenuto aperte le attività né accese le luci durante la sfilata dei carri del Cantamaggio la sera del 30 aprile. E lancia una scommessa: “Se togliamo l’isola pedonale parteciperete di più?”

04 Maggio 2026, 08:15

Negozi chiusi e vetrine spente Ghione: “E poi è colpa della Ztl?”

Terni in festa per il Cantamaggio, ma negozi chiusi e vetrine spente: arriva il commento dell’assessore al Commercio Gabriele Ghione che sfida i commercianti: “Se dico a Bandecchi di aprire parte della Ztl restate aperti fino a tardi con le vetrine accese?”. Come da tradizione, la sera del 30 aprile il centro della città era pieno di gente, ma i negozi praticamente quasi tutti chiusi e con le vetrine al buio. Questa è la constatazione fatta dall’assessore Ghione il giorno dopo della sfilata dei carri del Cantamaggio Ternano. Una nota di amarezza con cui richiama i commercianti del centro a cambiare rotta e con cui punta anche il dito contro le recenti richieste di apertura di parte della Ztl.

L’assessore si era fatto un giro in centro prima di salire sul palco delle autorità ed è rimasto scontento. “La vigilia del primo maggio a Terni è da 130 anni conosciuta come ‘la notte dei carri’, la notte della festa pagana della primavera, della rinascita e dell’amore. E del commercio – commenta Ghione -. Un ringraziamento sentito a quei pochi negozi che hanno addobbato le proprie vetrine seguendo un gusto primaverile, floreale e comunque ispirato al desiderio di rinascita. Ancora un grazie a quei negozi, ancora meno, che hanno lasciato accese le luci delle loro vetrine per contribuire a creare un’atmosfera festosa nella serata in cui la città vive la notte più magica dell’anno. Ho girato a piedi per il centro cittadino prima della sfilata dei carri e ho incontrato tantissima gente che girovagava come lucciole sui campi di grano. Ma come sono cambiati i campi di grano, che non hanno più i papaveri rossi o i fiordalisi blu tra le spighe gialle, così è cambiata la città che non ha più le luci e i colori delle vetrine addobbate a festa nella notte del 30 aprile. Un solo negozio, forse due – rimarca - era aperto al pubblico ed era pieno di gente allegra, festante, ottimista. Tutti gli altri negozianti devono aver pensato che tanto il commercio in centro non va bene e che anche se c’è tanta gente, tanto nessuno compra perché la citta si riempie di ‘bardasci’ e li bardasci, si sa, spendono solo la pensione dei nonni. E poi a Terni c’è l’isola pedonale ed è per questo che il commercio va male! Forza commercianti ternani, coraggio! Basta con le lamentele e le frasi fatte della tradizione popolare. Occorre innovare, occorre rendersi conto che il mondo è cambiato da quello che era 130 anni fa e che le stesse ricette dei padri o dei nonni commercianti non sono più valide. Oggi i giovani commercianti coraggiosi si fanno pubblicità con simpatici reel sui social. Uno di questi, ad esempio, è un artigiano molto dinamico, che compare spesso sui social, anche insieme ad altri artigiani e commercianti. La sera della sfilata si mostrava improvvisamente dal finestrino di uno dei carri in concorso indossando una collana di salsicce: la gente lo ha riconosciuto subito e lo ha collegato al suo punto vendita. Non è pubblicità, è popolarità. Come è popolare quel ristorante, fuori dal centro, che, sapendo di non poter contare solo sui clienti locali, ha montato una vera e propria campagna mediatica sui social ed ora fanno la fila, anche per il secondo turno, clienti che vengono da tutta Italia. E rimane aperto tutti i giorni, da pranzo a cena”.

Poi la sterzata sulla Ztl: “Siamo sicuri che il problema sia l’isola pedonale? Perché nella notte dei carri le vostre vetrine erano spente? Forse perché c’era il divieto di transito in centro? Non credo. Non sapevate che la città era in festa ed era piena di persone? Si dice che Terni sia la città della cascata delle Marmore, ma si dice anche che le centinaia di migliaia di turisti che la visitano ogni anno non vengano in città a spendere. Ma anche se ci fosse un pullman di turisti che, per sbaglio, una domenica, parcheggiasse in centro, visto che l’isola pedonale nel fine settimana è aperta, che negozi troverebbe aperti?”. Da qui la sfida: “Facciamo una scommessa: se riuscirò a convincere il sindaco Bandecchi a togliere una parte dell’isola pedonale, parteciperete più attivamente alla vita della città? Sarete pronti a fare vetrine che richiamino le tante iniziative che a Terni vengono organizzate ogni settimana? E a lasciarle accese anche di notte? E magari ad organizzare anche voi qualche cosa che richiami gente in centro? Troppa fantasia? Io sogno ancora una città con un centro vivo, un centro dove si trovi in vetrina la passione per il proprio lavoro e – conclude - l’amore per la città dell’amore”.

Ghione dunque è un sognatore, i sogni vanno sempre assecondati, chi non sogna vive male. Ma dai sogni poi bisognerà passare ai fatti. Tra i commercianti c’è malumore ma anche vedute diverse. Com’è noto alcuni commercianti del centro alcune settimane fa hanno fatto pervenire al sindaco Stefano Bandecchi una petizione con 700 firme per chiedere, tra le altre cose, l’apertura h24 di via Primo Maggio, parcheggi gratis nel centro storico anche per i non residenti, a rotazione per un’ora e mezza. Dal canto loro proprio i commercianti replicano, tramite i social chiedono più controlli, maggiore decoro, più pulizia nelle vie delle loro vetrine. Una battaglia non facile che l’assessore dovrà affrontare presto cercando di accontentare tutti, mettendo mano alla Ztl e trovando idee per rendere più attrattivo il centro della città non solo durante le feste.

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