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Andrà al cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, la prima edizione del Premio Internazionale San Benedetto da Norcia, che sarà consegnato l’11 luglio. Il premio, organizzato dal Comune di Norcia, è stato presentato in una sede del Senato su iniziativa del senatore Guido Castelli, commissario straordinario alla ricostruzione post sisma 2016.
Il riconoscimento, quest’anno dedicato al tema urgente della pace e della cooperazione dei popoli, “è uno dei frutti più significativi della nuova storia di Norcia che vuole mandare un forte messaggio di speranza, dialogo e riconciliazione a tutto il mondo lacerato dalle guerre e dall’odio”, come ha spiegato il sindaco di Norcia Giuliano Boccanera.
Sulla stessa linea la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, a conferma che su questi grandi valori si possono incontrare forze politiche diverse. “Come Norcia si è risollevata insieme dopo il sisma, così si può continuare a lavorare senza sosta e con sacrificio per una pace duratura. - spiega una nota - E questa è la ragione fondamentale che ha spinto la commissione, istituita dal Comune, a decidere di premiare il cardinale Pizzaballa, coraggioso testimone del dialogo per curare e “guarire il mondo dalle sue ferite”, come ha scritto lo stesso patriarca di Gerusalemme nella sua lettera pastorale del 25 aprile scorso, dove denuncia l’idolatria della guerra.
Nella commissione sono rappresentate tutte le componenti dell’amministrazione locale (Antonio Duca, Andrea Russo, Giuseppina Perla), esponenti della cultura come lo scrittore Davide Rondoni, lo storico dell’arte Stefano Ugolini, il responsabile dei rapporti con le istituzioni e della comunicazione del Parlamento europeo in Italia Fabio Di Stefano, e in particolare la Diocesi di Spoleto-Norcia (don Luca Gentili) e l’Abbazia di San Benedetto in Monte (dom Placido Alberti).
La commissione è presieduta dal giornalista Piero Damosso che ha spiegato la motivazione del premio: “Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei latini, è un coraggioso testimone di pace, di dialogo e di speranza, ancorando il comportamento personale a una identità di pastore cristiano che, con responsabilità e pazienza fiduciosa, guida il popolo che gli è affidato alla presenza e nella sequela del Signore della vita, il Cristo, Figlio del Dio vivente, nella consapevolezza che la Parola di Dio è più forte di ogni restrizione”.
Evidenziando come “la testimonianza del cardinale Pizzaballa è oggi, nel territorio che ha visto 2 mila anni fa la morte e resurrezione di Gesù, una luce forte che rimane evangelicamente accesa, nonostante le violenze e i bombardamenti e le crescenti difficoltà della comunità cristiana in Medio Oriente”: “Questa sua ferma determinazione, - ha aggiunto - alimentata dalla spiritualità francescana, in questo 2026, 800 anni dopo la fine della vita terrena del santo di Assisi, e in un anno drammaticamente sconvolto da una nuova guerra che coinvolge tutta la comunità internazionale, si unisce in una tensione generativa con la spiritualità di san Benedetto da Norcia, patrono dell’Europa, l’espressione più autentica e dinamica delle radici cristiane dell’Europa e dei popoli europei”.
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