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Sant’Anatolia di Narco

Ampliamento Tre Valli, per gli usi civivi la palla passa alla Regione

Cambio di destinazione d'uso approvata a maggioranza, il comitato: “Mancata unanimità peserà”

01 Maggio 2026, 14:30

Ampliamento Tre Valli, per gli usi civivi la palla passa alla Regione

A Sant'Anatolia di Narco il consiglio comunale a maggioranza ha dato il primo via libera al “cambio di destinazione d’uso permanente” per una serie di particelle di terreni oggi gravati dal vincolo degli usi civici, ma toccati dal progetto di Anas per il primo dei quattro stralci dei lavori della statale Tre Valli, che complessivamente cubano circa 120 milioni di euro. Licenziata con nove voti favorevoli e due contrari nella serata di mercoledì, la pratica nasce da una richiesta arrivata all’ente da Anas ed è fortemente contestata dal comitato Patrimonio tutela Valnerina del presidente Francesco Rotondi, che da tempo ormai si batte per fermare i progetti Anas. Loro, il 27 aprile, attraverso l’avvocato Valeria Passeri, hanno diffidato il Comune, la Regione e il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) a procedere con la pratica di cambio di destinazione d’uso, mentre ieri hanno sostenuto come “la mancata unanimità incida in modo significativo, rendendo più complesso e incerto il raggiungimento dell’obiettivo condiviso da Anas e amministrazione comunale per la trasformazione delle aree coinvolte”. Col via libera del consiglio comunale, in ogni caso, la palla sul cambio di destinazione d’uso dei terreni gravati dagli usi civici passa alla Regione.

La partita sul mantenimento o revoca del vincolo sulle aree di Sant’Anatolia è particolarmente delicata, perché di fatto appare destinata a rappresentare un precedente anche per gli altri tre stralci di lavori progettati da Anas, il più discusso dei quali resta quello di Serravalle (Norcia): per il comitato Patrimonio tutela Valnerina, infatti, anche gli altri tre progetti insisterebbero su particelle gravate dal medesimo vincolo. In questo quadro, emerge che il 29 aprile i sindaci della Valnerina avrebbero dovuto incontrare l’assessore regionale alle infrastrutture Francesco De Rebotti per un confronto plenario sulle sorti dei quattro cantieri da 120 milioni, che però è stato rinviato per impegni imprevisti di De Rebotti, ma sarà ricalendarizzato a breve. Con la diffida inviata il 27 aprile dall’avvocato Passeri, comunque, il comitato evidenzia, in ogni caso, “la radicale illegittimità della procedura avviata su istanza di Anas, stante il palese difetto di titolarità in capo a quest’ultima nell’attivazione” del procedimento, che la legge riconosce “esclusivamente alle associazione agrarie e ai Comuni”, i quali “non possono esimersi dall’accertamento rigoroso del beneficio reale per la generalità degli abitanti”. In questo senso, l’avvocato Passeri nella diffida sottolinea che il Comune di Sant’Anatolia “non risulta aver compiuto valutazioni ex ante” rendendo così “l'intero iter autorizzativo affetto da nullità assoluta per violazione di norma imperativa e per carenza dei presupposti di legge”.

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