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Perugia

Sambuchi, in mostra quarant'anni di ricerca: inaugurata la suggestiva antologica 'L’arte come ritorno, la materia come memoria'

01 Maggio 2026, 09:00

Sambuchi, in mostra quarant'anni di ricerca: inaugurata la suggestiva antologica 'L’arte come ritorno, la materia come memoria'

Un’arte che si contempla, si attraversa, si vive e si trasforma. Nella suggestiva Sala Cannoniera della Rocca Paolina ieri è stata inaugurata la mostra antologica L’arte come ritorno, la materia come memoria, di Dante Sambuchi: un percorso espositivo che attraversa oltre quarant’anni di ricerca pittorica, dal realismo metropolitano degli anni Ottanta, con i suoi paesaggi urbani e industriali, fino alle opere interattive contemporanee, capaci di sollecitare il coinvolgimento diretto dello spettatore.

L’autore, personalità poliedrica ed eclettica, nato a Città di Castello nel 1955, si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera; dallo scenario di solitudini collettive e dalle vedute iperrealiste delle periferie urbane di Milano e di altre città europee - evocate con una valenza quasi metafisica - la sua ricerca estetica e artistica si evolve verso nuovi linguaggi espressivi, fondati sull’interazione tra forma e materia, che diventa così linguaggio ed espressione dell’esistenza.

Nei primi anni duemila la sua ispirazione subisce, infatti, un cambiamento radicale, orientandosi verso la comunicazione digitale e le dinamiche social: l’artista non offre più opere finite alla contemplazione, ma opere aperte, interattive, che cercano un co-autore. L’osservatore è chiamato a intervenire, modificando e manipolando l’opera stessa attraverso il proprio vissuto, per vedervi ciò che desidera vedere. L’intento di Sambuchi è quello di “risvegliare” gli spettatori dal sonno della ragione, indotto dai social media – come Tik Tok, Instagram e Facebook - che seducono, offrendo verità preconfezionate, ma al tempo stesso intorpidiscono la capacità critica degli individui.

In questa antologica, che segna il rientro definitivo dell’autore sulla scena artistica - dopo un periodo dedicato all’attività di olivicoltura nell’azienda agricola di famiglia - sono esposte opere rappresentative di tutte le fasi della sua produzione e dell’evoluzione della sua arte, dai primi lavori accademici del periodo milanese fino alla più recente arte materica. Si tratta di un percorso di 40 anni attraverso linguaggi e materiali diversi: dalla Foschia in città (olio su tela, 1986), in cui la metropoli notturna si dissolve in una vibrazione di tocchi cromatici, alla Visione del tempo (Clessidre su tela, 2015), dove lo strumento di misura si trasforma in riflessione poetica sul suo stesso scorrere; dalla Fonderia (olio su tela, 1988), in cui il forno incandescente al centro della composizione diventa pura energia visiva, alla Cerniera variabile su Tela (olio su cartoncino con cerniera su tela e iuta, 2005), che invita il pubblico a diventare parte attiva del processo creativo, interrogando i confini tra oggetto, gesto e pittura.

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