Attualità
"Il benessere animale non è un tema isolato ma è il pilastro di una visione moderna: la One Health", queste le parole della presidente della Regione Stefania Proietti nel corso del convegno regionale Sistema Umbria per la salute e il benessere degli animali, che ha sancito l'integrazione ufficiale della sanità veterinaria all'interno della futura programmazione sociosanitaria dell'Umbria.

L'evento - coordinato dirigente del servizio regionale Prevenzione, sanità veterinaria e sicurezza alimentare Salvatore Macrì - si è tenuto questa mattina - giovedì 30 aprile - nella Sala dei Notari di Palazzo dei Priori a Perugia e ha riunito i principali attori del territorio, dalle istituzioni regionali all'Università degli Studi di Perugia, passando per le Usl, i Comuni e le associazioni protezionistiche, per discutere una strategia comune basata sulla prevenzione e sulla sorveglianza.
L'iniziativa ha posto al centro del dibattito l'approccio One Health, che riconosce il legame indissolubile tra la salute delle persone, degli animali e dell'ambiente. Nel corso della giornata è stata presentata l'architettura del sistema regionale dedicata alla governance territoriale e alla prevenzione del randagismo.

"La salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente è profondamente interconnessa e monitorare il randagismo e le malattie infettive sul territorio non è solo un atto di sensibilità, ma una scelta di sanità pubblica fondamentale per proteggere l’intera comunità umbra - ha dichiarato la presidente Proietti -. I Comuni rappresentano il primo presidio istituzionale il volto più vicino ai cittadini e le vere sentinelle della convivenza civile, chiamati non solo a gestire i canili ma a trasformare queste strutture in luoghi aperti e integrati, veri poli di comunità capaci di coniugare decoro urbano, sicurezza e benessere animale. In questo sistema un ruolo strategico è svolto dai servizi veterinari delle Usl, che rappresentano il braccio operativo della Regione e garantiscono ogni giorno vigilanza, prevenzione e qualità, dalla sorveglianza epidemiologica alle attività di sterilizzazione e microchippatura, assicurando standard elevati nelle strutture e trasformando i canili in centri di eccellenza sanitaria. Senza il contributo delle associazioni il sistema non sarebbe completo, perché il volontariato rappresenta una risorsa insostituibile, capace di prendersi cura degli animali e di costruire un ponte concreto tra istituzioni e cittadini".
"Quando parliamo di benessere degli animali parliamo di politiche e azioni sinergiche – ha rimarcato la direttrice regionale Salute e Welfare, Daniela Donetti, aprendo i lavori del convegno - oggi abbiamo il piacere di presentare quelle politiche programmatiche che abbiamo inserito all’interno del nostro piano sociosanitario regionale e che prevedono la partecipazione della comunità e di tutti gli attori protagonisti. Ci tengo a ringraziare – ha aggiunto la direttrice - i servizi veterinari che hanno una visione allargata, più di quanto si pensi, e un ruolo fondamentale nella tutela della salute. Noi siamo appassionati di animali ma la nostra passione non è fine a sé stessa, siamo consapevoli che gli animali sono esseri senzienti con la loro sensibilità e siamo consapevoli del fatto che la loro tutela fa parte della nostra tutela. Non solo: ci tengo a ricordare che per garantire la salute umana e la salute animale bisogna investire fortemente anche nella tutela dell’ambiente".
Il contributo scientifico al convegno è stato garantito dal dipartimento di Medicina veterinaria dell'Università di Perugia, che ha sottolineato l'importanza del registro tumori animali come strumento fondamentale per il monitoraggio epidemiologico e ha esposto i risultati del progetto Randagiamo dedicato alle adozioni responsabili. In particolare sono stati riportati alcuni dati significativi come la diminuzione costante dei cani accalappiati - passati da 1380 a 698 in due anni - e gli ottimi risultati ottenuti dai canili sanitari e dai canili rifugio, che in un anno hanno permesso la restituzione di 107 cani e l’adozione di 367. Sono state, inoltre, affrontate le strategie per il controllo di malattie infettive come la leishmaniosi e il ruolo cruciale della medicina trasfusionale veterinaria come sentinella per la salute pubblica.
"L'Umbria è oggi un modello perché ha saputo costruire una rete in cui istituzioni scientifiche, servizi veterinari, Comuni e associazioni lavorano insieme, uniti in un unico obiettivo di salute globale e civiltà, rafforzando anche il ruolo della prevenzione, della ricerca e delle adozioni consapevoli come strumenti fondamentali per garantire un futuro dignitoso agli animali e maggiore sicurezza per tutta la comunità", ha detto in conclusione la presidente Proietti.
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