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NARNI

Record di accessi alle Gole del Nera: utili reinvestiti e 20 posti di lavoro creati in un anno

Tempo di bilanci per la cooperativa sociale che gestisce il parco

30 Aprile 2026, 08:27

Record di accessi alle Gole del Nera: utili reinvestiti e 20 posti di lavoro creati in un anno

A un anno dall’avvio della gestione sperimentale delle aree delle Gole del Nera e del borgo di Stifone, la cooperativa sociale “Comunità Parco Gole del Nera” traccia un bilancio positivo che restituisce l’immagine di un territorio più organizzato, accogliente e capace di coniugare tutela e sviluppo.

Nata su impulso del Comune di Narni per rispondere in modo strutturato alla crescente pressione turistica e alle criticità legate a sicurezza, igiene, viabilità e salvaguardia ambientale, la cooperativa ha progressivamente costruito un modello fondato sulla collaborazione tra pubblico, comunità locale e operatori privati, affermandosi come soggetto di supporto all’azione amministrativa in un’ottica di gestione condivisa dei beni comuni.

Durante la stagione estiva 2025, nonostante le difficoltà iniziali, è stato messo in campo un sistema articolato di servizi: dalla accoglienza e informazione ai visitatori con personale formato, alla regolazione degli accessi nelle aree naturali tramite prenotazioni e turnazioni, fino al miglioramento della qualità della permanenza con attrezzature e spazi organizzati. È stato attivato anche il centro visite “Giuseppe Fortunati” come hub per escursioni e iniziative culturali, insieme a servizi di ristoro, sicurezza, pulizia quotidiana, gestione dei parcheggi e un sistema integrato di comunicazione.

Un insieme di interventi che ha prodotto un sensibile miglioramento dell’ordine e della fruizione, a fronte di oltre 41.600 accessi registrati, il doppio rispetto all’anno precedente.

La presenza della cooperativa non si è interrotta con la fine dell’estate: nei mesi autunnali e invernali il territorio ha continuato a vivere grazie a mostre, trekking tematici, attività educative per le scuole, iniziative ambientali e momenti di comunità, affiancati da un costante lavoro di manutenzione e cura del borgo.

Significativo anche l’impatto economico e sociale: circa 278 mila euro di valore della produzione, con il 50 per cento destinato al lavoro, quasi interamente giovanile, e una particolare attenzione all’inclusione, con il 30 per cento dei soci appartenenti a categorie svantaggiate.

Venti i posti di lavoro creati nel primo anno e nessuna distribuzione di utili, reinvestiti invece nella continuità gestionale e nello sviluppo futuro.

Centrale resta il rapporto con il Comune di Narni, che ha reso possibile la sperimentazione e continua a rappresentare il punto di riferimento istituzionale del progetto. “L’esperienza del primo anno – sottolineano dalla cooperativa – conferma come un modello fondato sulla cooperazione tra pubblico, privato e comunità possa contribuire in modo concreto alla gestione, tutela e valorizzazione dei beni pubblici e comuni, con un approccio sostenibile e orientato al lungo periodo.

Il modello della cooperativa sociale di comunità garantisce che il 100 per cento delle risorse economiche generate rimanga sul territorio, a beneficio dei lavoratori e della tutela del patrimonio culturale, naturalistico e della comunità.

Un percorso che, a partire dai risultati raggiunti, guarda ora al futuro con basi solide e una rete territoriale sempre più ampia.

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