Città di Castello
Il rinnovo del contratto dei lavoratori metalmeccanici segna un passaggio decisivo, ma la vera sfida ora è tradurne i contenuti nelle realtà produttive e territoriali. È questo il messaggio emerso dal consiglio generale della Fim Cisl Umbria, riunito a Città di Castello, alla Scuola di Arti e Mestieri “G.O.Bufalini”, con la partecipazione del segretario generale nazionale Ferdinando Uliano.
Uliano ha ribadito il ruolo centrale della contrattazione di secondo livello, fondamentale per rendere concreti i risultati ottenuti con il rinnovo. Un percorso avviato nel luglio 2023 che ha rafforzato sia gli aspetti salariali sia quelli normativi: sicurezza, formazione, inquadramento professionale, stabilizzazione dei contratti, tutele negli appalti e di genere. Tra i risultati più significativi, l’aumento complessivo di 515 euro mensili in due rinnovi e la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Nel dibattito, aperto dalla relazione del segretario regionale Simone Liti, spazio centrale alla situazione dell’automotive umbro. Il settore, ha spiegato, è già nel pieno di una transizione epocale che coinvolge i distretti di Terni, Città di Castello e Umbertide. Complessivamente conta circa 2 mila addetti diretti in 70 aziende, 4 mila nell’indotto e altri 3 mila nella filiera allargata. “Il settore sta attraversando una transizione epocale - sottolinea -. La componentistica nei distretti di Terni, Città di Castello, Umbertide sente già le conseguenze dei grandi cambiamenti in corso. I numeri degli addetti e delle aziende ci dicono che non è un problema futuro: è un problema presente”. Una lettura condivisa anche dal segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti, che ha evidenziato come negli ultimi anni il lavoro stabile sia stato spesso sostituito da forme più precarie, con effetti sulle famiglie.
Restano aperti nodi strategici, a partire da quello energetico. Liti ha denunciato l’insufficiente autonomia nazionale, chiedendo un impegno della Regione e una verifica al Ministero per sostenere le imprese, in particolare la Ast. Cruciale anche il tema delle infrastrutture, fisiche e digitali, ancora carenti ma determinanti per il futuro della regione.
Infine, la formazione: nonostante la disoccupazione, le imprese faticano a trovare profili adeguati. Per la Fim Cisl Umbria servono strumenti più efficaci, capaci di collegare meglio competenze e fabbisogni. Tre le priorità indicate: rafforzare il rapporto tra università e imprese, sviluppare un welfare territoriale per trattenere i giovani e cogliere le opportunità della Zes, investendo sul ruolo di delegati e attivisti.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy