orvieto
La riorganizzazione della raccolta differenziata inizia a dare i primi risultati concreti, almeno per quanto riguarda le attività commerciali. Ma, accanto ai segnali incoraggianti sul decoro urbano, si apre un dibattito più ampio e complesso sul futuro della gestione dei rifiuti, anche alla luce del nuovo Piano regionale che sulla Rupe sarà illustrato l’8 maggio dall’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca.
Il tema è stato affrontato nell’ultima seduta del consiglio comunale, su sollecitazione del capogruppo di Fratelli d’Italia, Davide Melone, che ha chiesto un aggiornamento sulle nuove modalità di raccolta per le utenze non domestiche, entrate in vigore dal primo aprile.
A fare il punto è stato l’assessore all’Ambiente, Andrea Sacripanti, che ha parlato di risultati “molto positivi”.
La novità principale riguarda l’introduzione di regole più stringenti per i rifiuti prodotti da negozi, bar e ristoranti, insieme a un canone per l’occupazione di suolo pubblico per chi lascia i bidoni all’esterno. Un cambiamento che, secondo l’amministrazione comunale, ha già prodotto effetti visibili. Circa il 70% dei contenitori è stato rimosso dalle strade del centro storico.
Un dato che si traduce in un miglioramento evidente del decoro urbano, in aree come via Manente, via delle Scalette e via del Popolo II.
Non ovunque, però, è stato possibile trovare soluzioni immediate.
In alcuni casi, dove gli spazi interni delle attività non consentono di ospitare i bidoni, il Comune sta lavorando a sistemi di schermatura per ridurre l’impatto visivo. I primi interventi sono previsti in largo Mazzini, ma dovranno essere approvati dalla Soprintendenza, vista la delicatezza del contesto storico.
L’amministrazione guarda ora al prossimo passo: estendere il miglioramento anche alle utenze domestiche, in particolare ai condomini. L’obiettivo è ampliare ulteriormente il sistema porta a porta e liberare strade e piazze dalla presenza dei contenitori.
Accanto a questi risultati, resta aperta una questione più ampia, quella del futuro della gestione dei rifiuti a livello regionale.
L’assessore Sacripanti ha voluto evidenziare alcune criticità. In particolare, ha sottolineato come il sistema della raccolta differenziata, pur fondamentale, presenti limiti concreti: una parte significativa dei materiali raccolti non può essere effettivamente recuperata e finisce comunque in discarica. Un dato che pesa ancora di più considerando che la discarica potrebbe raggiungere la saturazione in pochi anni.
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