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Infortuni sul lavoro in aumento, Masciarri: “Serve una task force”

La segretaria di Fillea Cgil evidenzia i dati Inail su incidenti e malattie professionali

29 Aprile 2026, 08:24

Infortuni sul lavoro in aumento, Masciarri: “Serve una task force”

La richiesta di istituire una task force regionale permanente sulla sicurezza sul lavoro rappresenta, in Umbria, il punto di partenza di una riflessione più ampia e non più rinviabile.

È quanto evidenzia la Fillea Cgil per superare interventi frammentati e costruire invece un’azione strutturale, coordinata e continua, capace di incidere realmente sulla prevenzione, sulla formazione, sulla qualificazione delle imprese e sulla legalità nei cantieri.

«Non basta intervenire dopo l’incidente - sottolinea la segretaria generale della Fillea Cgil Umbria, Elisabetta Masciarri - Il subappalto a cascata, l’utilizzo distorto degli affidamenti diretti, il dumping contrattuale e il lavoro sommerso dimostrano quanto ancora la competizione si giochi sul risparmio e non sulla qualità, e a pagare sono sempre i lavoratori».

Da qui la necessità di uno strumento stabile che metta insieme istituzioni, enti ispettivi, Inail e parti sociali, in grado di agire in modo unitario.

I dati umbri confermano l’urgenza di questo cambio di passo. Secondo le rilevazioni Inail aggiornate a febbraio 2026, nel primo bimestre dell’anno gli infortuni avvenuti in occasione di lavoro sono aumentati del 3,6%, passando da 1370 a 1420 casi e rappresentando circa il 90% delle denunce complessive.

Restano stabili gli infortuni in itinere, mentre si registra una diminuzione dei casi mortali, con un solo decesso rispetto ai cinque dello stesso periodo del 2025. Un dato ancora troppo limitato nel tempo per indicare una reale inversione di tendenza, ma che continua a rappresentare una ferita aperta.

Ancor più significativa è la crescita delle malattie professionali, che raggiungono quota 812 denunce, con un aumento del 9,2% rispetto all’anno precedente. Un andamento che evidenzia come il lavoro possa produrre effetti dannosi non solo nell’immediato, ma anche nel lungo periodo, spesso in modo silenzioso.

In una regione caratterizzata da un tessuto produttivo fatto prevalentemente di piccole e medie imprese, la questione della sicurezza si intreccia con la difficoltà di garantire controlli sistematici e risorse adeguate. È proprio in questo contesto che, secondo la Cgil Umbria, diventa fondamentale rafforzare gli strumenti di prevenzione, anche attraverso l’uso integrato dei dati pubblici, così da individuare in anticipo i fattori di rischio e orientare interventi mirati.

La proposta della task force si inserisce quindi in una visione più ampia, che lega la sicurezza sul lavoro al modello di sviluppo regionale. Perché parlare di sicurezza significa anche interrogarsi sulla qualità degli appalti, sulla trasparenza delle filiere e sulla tenuta complessiva del sistema economico.

Una riflessione tanto più aperta nella Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, istituita dall’Organizzazione internazionale del Lavoro e celebrata il 28 aprile.

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