TERNI
Il Dicastero delle cause dei Santi ha riconosciuto le virtù eroiche della Serva di Dio Maria Eletta di Gesù, al secolo Caterina Tramazzoli, religiosa dell’Ordine delle Carmelitane Scalze, nata il 28 gennaio del 1605 a Terni e morta l’11 gennaio del 1663 a Praga.
Un riconoscimento importante che la rende Venerabile, come figura modello di santità e di fedeltà a Dio, imitabile dai fedeli e che di conseguenza - come fa notare la Diocesi - può essere soggetto di venerazione privata.
La proclamazione arriva al termine della prima fase del processo di canonizzazione, nella quale sono state esaminate, dalla commissione storica e teologica del Dicastero delle cause dei Santi, la vita e le opere di Madre Eletta, riconoscendone la santità di vita e ponendola ufficialmente sulla via degli altari.
La seconda fase del processo di beatificazione proseguirà con l’esame della documentazione, già presentata al Dicastero a fine marzo 2025, inerente l’inchiesta diocesana sul presunto miracolo attribuito all’intercessione della Serva di Dio Maria Eletta di Gesù, inchiesta che era stata aperta nell’aprile 2024 con la costituzione del Tribunale diocesano e la nomina degli officiali, e che è stata ufficialmente chiusa il 29 marzo dello scorso anno con la cerimonia che si è tenuta al monastero delle Carmelitane di Terni, presieduta dal vescovo Francesco Soddu che, in quell’occasione, aveva ricordato Madre Eletta come “una monaca vitale che non si è fermata mai, un seme vivo e vivificante all’interno della Chiesa, testimone dell’amore di Dio, della comunione e della misericordia. Sul suo esempio anche noi siamo chiamati ad aprire la porta del cuore al Signore”.
Caterina Tramazzoli, assennata e gentile - tanto che lo zio si compiaceva di chiamarla “Santa bambina” - entra nella clausura del Carmelo di Terni nel 1626, a 21 anni, con il nome di Suor Maria Eletta di San Giovanni Battista, nome che poi muterà in Maria Eletta di Gesù.
Il 5 settembre 1629 suor Maria Eletta, di appena 24 anni, mai uscita dalle mura della città, è chiamata a partire per un cammino di fede lungo e tormentato che le consentirà di essere protagonista di una vicenda esistenziale e religiosa ineguagliabile.
Destinazione del suo primo viaggio è la fondazione del Carmelo di Vienna. Quattordici lunghi anni a Vienna favoriscono la crescita spirituale ed umana di suor Maria Eletta. Diviene maestra delle novizie ed a 33 anni viene chiesta per lei la dispensa papale per poter essere priora, essendo ancora troppo giovane d’età.
La grande storia continua a stravolgere la vita della suora ternana: il 18 dicembre 1643 i sovrani imperiali, sentiti i superiori dell’Ordine, decidono la fondazione di un nuovo Carmelo a Graz. Maria Eletta, cara alla coppia imperiale e già illuminata dalla fama di virtù limpide e documentate, viene designata come fondatrice.
A Graz, nella pace del monastero da lei organizzato e diretto, Maria Eletta rivela doti grandissime di governo ed accresce la fama delle virtù monastiche, vivendo per 13 anni nella convinzione che il suo cammino europeo fosse giunto al termine.
La storia, intanto, decide ancora per lei, facendola partire per la fondazione del Carmelo di Praga.
Qui l’animo di Maria Eletta viene sottoposto ad esperienze drammaticamente contrastanti: le tensioni ed i conflitti laceranti in una terra difficile e di confine, la volontà tenace di garantire una severa disciplina, le calunnie subite per motivi di gelosia e la sofferenza della lunga malattia.
A Praga si consolida ulteriormente il culto popolare di questa monaca generosa e coraggiosa che muore l’11 gennaio del 1663, mai dimenticata da quelli che la conobbero.
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