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La parità di genere in 60 eventi. Presentata l'iniziativa a Palazzo Donini: festival a Perugia dal 4 al 9 maggio

Buone pratiche per una società più equa

28 Aprile 2026, 15:35

La parità di genere in 60 eventi. Presentata l'iniziativa a Palazzo Donini:  festival a Perugia dal 4 al 9 maggio

Immaginare, condividere e diffondere buone pratiche e buone idee per una società più equa, inclusiva e rispettosa dei diritti delle donne.

Nel salone d’onore di Palazzo Donini ieri è stata presentata la seconda edizione del Festival Internazionale per la Parità di Genere, che si terrà a Perugia dal 4 al 9 maggio. L’iniziativa – promossa da Associazione Intersezioni Ets e patrocinata da Regione Umbria, Comune di Perugia, Camera di Commercio e Università degli Studi – punta a decostruire stereotipi e pregiudizi, denunciare violenze e ingiustizie e proporre nuovi paradigmi: “una società più giusta e civile deve necessariamente passare per la parità di genere” – ha sottolineato Sarah Bistocchi, presidente Assemblea Legislativa regione Umbria“che significa eliminazione totale e completa della violenza sulle donne e contro le donne, ma anche parità di accesso alle carriere professionali, parità salariale, possibilità di conciliare i tempi di vita e di lavoro, senza essere costrette a scegliere tra un lavoro e un figlio”.

L’Umbria si propone come laboratorio di cambiamento culturale, una regione in cui, come ricordato con orgoglio dalla presidente Stefania Proietti, i posti apicali sono stati spesso ricoperti da donne: “Io rappresento il sesto mandato di una presidenza al femminile, un caso straordinario per l’Italia”.

Ma anche una regione in cui a lavorare è soltanto una donna su due, non per scelta, ma per mancanza o grave carenza dei servizi necessari: “occorre che le pari opportunità e la questione di genere non si fermino sulla soglia di casa” – ha osservato Tommaso Bori, vicepresidente giunta regionale“perché purtroppo è proprio dentro le case che si svolge la prevaricazione. Si considera ‘naturale’ che sia la donna a farsi carico della cura degli anziani, dei neonati, dei bambini, delle disabilità. La casa deve invece essere il luogo della democrazia, della libertà, dell'emancipazione, perché non esiste libertà sociale se non c'è libertà nelle relazioni”.

Sei giorni, sessanta eventi che si snodano tra palazzi, biblioteche, teatri e scuole, oltre 200 speaker per un fitto calendario di panel, laboratori, incontri, mostre, spettacoli e lezioni aperte nei dipartimenti universitari: “tutti i referenti per le pari opportunità dei 14 dipartimenti hanno organizzato iniziative aperte al pubblico” – ha chiarito il prorettore Alceo Macchioni“non solo convegni, ma anche lezioni autogestite, rappresentazioni teatrali e musicali, proiezioni di film”.

Un evento “trasversale”, perché la parità riguarda tutti e ogni ambito del vivere quotidiano, e “diffuso”, tanto nei contenuti che nei luoghi: “È la chiave della multidisciplinarità e della multispazialità” – ha evidenziato Federico Sisti, segretario generale della Camera di Commercio“a rendere il Festival un’occasione non rituale.”

La parità viene raccontata con sfaccettature diverse, parlando a pubblici diversi, in luoghi diversi, diventando così leva di sviluppo economico: “un’impresa capace di riconoscere competenze, ridurre divari e valorizzare percorsi femminili, è più forte, più attrattiva, più preparata a competere”.

Il programma dell’iniziativa comprende anche temi quali il clima, la disabilità, l’urbanistica e la pace: “l’effettiva parità di genere e la pace appartengono allo stesso paradigma” – ha concluso la coordinatrice Giuseppina Bonerba“per un festival che vuole essere attivo e particolarmente coinvolgente”.

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