Attualità
Un dipartimento nuovo, che “sfrutti” l’intelligenza artificiale per offrire a Terni una prospettiva di formazione attuale e specifica, in grado di dare risposta anche al vuoto presente rispetto all’esigenza di personale qualificato nel mondo del lavoro. Una città della grande industria, che ha anche voglia di aprirsi ad altre prospettive. E l’idea nasce infatti anche dal confronto nato con il mondo delle imprese e con le istituzioni locali.
La presentazione della nuova facoltà che sarà aperta a breve a Terni si è svolta venerdì scorso nella sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni, alla presenza dei vertici dell’Università degli Studi di Perugia. Un importante investimento, che avrà ricadute significative per la formazione e per il tessuto economico locale.
È stato il rettore dell’Università di Perugia Massimiliano Marianelli a ribadire la volontà - già dichiarata del resto all’inizio del suo mandato - di potenziare il Polo didattico di Terni (dove attualmente orbitano dieci corsi di laurea afferenti a sei dipartimenti) per far crescere l’intero sistema di Unipg. E la strada intrapresa punta proprio a questo: un nuovo corso di laurea con l’obiettivo “di rilanciare questa sede” - ha spiegato Marianelli - e per farlo la nostra intenzione è quella di qualificarla con un’identità precisa. Il tema dell’Intelligenza artificiale così declinato, in una prospettiva interdisciplinare, può essere quello giusto per il rilancio del polo ternano e del suo territorio.
Tre i temi su cui verterà il percorso formativo: salute, benessere e innovazione, con l’intelligenza artificiale direttamente collegata all’ambito biomedicale.
A Terni, ha aggiunto il presidente della Fondazione Carit, Emiliano Strinati, “sarà quindi creato un dipartimento dell’Università di Perugia con docenti stabili. Una facoltà nuova e specifica che dovrà avere una trasversalità rispetto alle altre facoltà già presenti a Terni”.
Il nuovo dipartimento, come ha sottolineato il responsabile del “Progetto Terni”, Daniele Fioretto, “avrà una sua autonomia ma siederà al senato accademico”.
Il corso prevedrà tre curricula al terzo anno: biotecnologie e farmaci, biomateriali e dispositivi, salute digitale e riabilitazione. Sarà in presenza, con laboratori e tirocini in collaborazione con imprese, centri di ricerca e strutture sanitarie. La previsione è di 50-60 studenti per indirizzo, fino a un totale a regime di circa 150-180 iscritti. E il risultato finale appare già certo: un valore aggiunto per il mondo locale delle imprese.
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