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25 aprile

Festa della Liberazione tra le polemiche a Perugia: il No alla bandiera ucraina e l'assenza del prefetto all'inaugurazione della targa

Sabrina Busiri Vici

26 Aprile 2026, 09:46

Una Festa della Liberazione tra le polemiche a Perugia: il No alla bandiera ucraina e l'assenza del prefetto all'inaugurazione della targa

Arianna Ciccone con la bandiera italiana e ucraina (foto Belfiore)

Il 25 aprile a Perugia si è svolto tra celebrazioni e tensioni, con polemiche che hanno accompagnato sia il corteo cittadino sia alcune iniziative istituzionali. Tra bandiere contestate e assenze che fanno discutere, la Festa della Liberazione si è trasformata anche in terreno di scontro politico.

Le contestazioni più immediate si sono registrate durante il corteo della mattina, dove alcune persone, tra cui la fondatrice del Festival internazionale del giornalismo Arianna Ciccone, sarebbero state allontanate per aver esposto la bandiera ucraina. Un episodio che ha suscitato molte reazioni tra cui quelle di Forza Italia Giovani Umbria, che in una nota ha espresso solidarietà ai partecipanti coinvolti. “È vergognoso che vi siano ancora persone che manifestano disprezzo verso una bandiera che rappresenta pienamente i valori della Resistenza”, ha dichiarato il segretario regionale Edoardo Pannacci, rilanciando anche le parole di Ciccone affidate ai social: “Quando ti mandano via da un corteo perché la bandiera ucraina è considerata una provocazione (…) capisci che questa gente non è antifascista”. Anche Perugia Civica interviene: “La bandiera ucraina nel corteo non era un elemento di disturbo, ma la coerente testimonianza di chi rifiuta ogni forma di dittatura e aggressione. Perugia Civica esprime piena e convinta solidarietà ad Arianna Ciccone”

Tensioni al Frontone

Ma le polemiche non si sono fermate al corteo. Nel pomeriggio, ai Giardini del Frontone, è stata inaugurata la targa dedicata a Fernanda Bellachioma, cittadina perugina mandata al confino durante il fascismo per il suo orientamento sessuale, insieme a tutte le vittime Lgbtqia+. La cerimonia, inserita nel programma ufficiale del Comune, ha visto la partecipazione della sindaca Vittoria Ferdinandi, di rappresentanti istituzionali e delle associazioni, accompagnata dai canti dell’Anpi e di Omphalos.

A far discutere, però, è stata l’assenza del prefetto, presente al resto delle celebrazioni ma non all’inaugurazione della targa. Una scelta che ha suscitato le critiche di Omphalos. “Siamo certi che ci siano mille ragioni- ha dichiarato il segretario Roberto Mauri- ma è un’assenza grave e rimane il sospetto che commemorare le vittime Lgbtqia+ non sia gradito da parte del Governo nazionale”.

Alla polemica si aggiunge anche la mancanza del patrocinio della prefettura nel programma ufficiale di quest’anno, elemento che in passato era sempre stato garantito. “Oggi di diverso dagli anni scorsi c’è solo il fatto che rendiamo omaggio anche alle vittime del fascismo colpite perché non eterosessuali”, ha aggiunto Mauri. “Due indizi fanno una prova”.

Un 25 aprile perugino, dunque, come spazio di confronto sul significato contemporaneo della Liberazione.

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