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Città di Castello

Il premio Tralci di Vita a Only Wine: vincerà la storia più forte

Torna la firma del Corriere dell'Umbria con la seconda edizione del riconoscimento

25 Aprile 2026, 11:48

Il premio Tralci di Vita a Only Wine: vincerà la storia più forte

Nell'edizione 2025 il premio è stato consegnato dall'editore gerente Francesco Polidori, con lui il direttore del Corriere dell'Umbria Sergio Casagrande

Non il vino migliore. La storia più forte. Una storia che unisce gli uomini attraverso il vino. “Tralci di Vita” torna a Only Wine con questa linea decisa e domani alle ore 10.30 diventa uno dei passaggi più identitari della manifestazione di Città di Castello, dentro la cornice di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio.

Il premio, ideato dal Corriere dell’Umbria, entra nella sua seconda edizione e conferma il suo tratto distintivo: spostare lo sguardo dal prodotto alle persone. Un salto dentro ai valori.

In un salone che riunisce giovani produttori e piccole cantine da tutta Italia e dall’Europa, “Tralci di Vita” restringe il campo: non cerca la performance, ma il significato. Le storie che stanno dietro al vino.

Lo scorso anno, alla prima fortunata edizione, il segnale è stato immediato. A vincere è stata la cantina ucraina Beykush Winery, premiata per la capacità di continuare a produrre vino in un contesto segnato dalla guerra. Una scelta che ha dato al riconoscimento una direzione chiara: non un premio tecnico, ma culturale. Non una classifica, ma una presa di posizione.

È da lì che si riparte. Anche nel 2026 il criterio resta lo stesso: individuare una cantina - italiana o internazionale presente a Only Wine - capace di tenere insieme qualità e valore umano. Tradizione e visione. Territorio e responsabilità.

Cambia invece la collocazione dell’assegnazione del nostro premio. Se nella prima edizione il premio era stato assegnato in un momento serale, quest’anno entra nel cuore del programma della domenica. Una scelta che pesa, perché ne rafforza il ruolo dentro la manifestazione.

“Tralci di Vita” funziona così: come una lente dentro Only Wine.

Porta il racconto sulle persone, sui percorsi spesso complessi che stanno dietro ogni bottiglia. Non il risultato finale, ma il processo. Non solo cosa si produce, ma perché.

Dentro un evento che da tredici anni lavora sul ricambio generazionale e sulle nuove energie del vino, questo premio aggiunge un livello ulteriore. Ricorda che il futuro del settore non passa soltanto dalla qualità (certo necessaria), ma dalla capacità di raccontare storie vere. Domani mattina, alle 10.30, quel racconto torna al centro. Perché senza valorizzare le persone, il vino è buono a metà.

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