l'evento
Qui a Città di Castello il vino non arriva per farsi degustare, sognare, apprezzare e basta. Arriva per dirci dove sta andando. Only Wine riparte da questo punto, che poi è una idea fissa, e lo fa da oggi pomeriggio, giorno del taglio del nastro della XIII edizione, dentro la cornice rinascimentale (mozzafiato, non è enfasi) di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio. Un posto nello scrigno dei centri storici più belli dell’Umbria che tiene insieme passato e direzione, come la manifestazione che ospita.
Fino a lunedì - col sole annunciato che dà sentori di record - torna il Salone dei giovani produttori e delle piccole cantine.
Un format partito da zero che negli anni ha cambiato pelle quasi senza dirlo, senza saperlo; in maniera naturale: da mostra mercato a laboratorio. Da vetrina a spazio di confronto. E oggi, di fatto, osservatorio su un settore che si sta riscrivendo. Complici indicibili difficoltà congiunturali e complessità e tormenti infiniti.
I numeri danno la misura della manifestazione ideata e portata avanti con la barra dritta da Andrea Castellani con la spalla dell’Ais. Numeri che, da soli, non bastano a spiegare il senso ma lo rendono bene: oltre 160 banchi d’assaggio, più di cento vignaioli, una selezione costruita su criteri netti: under 40, cantine con meno di quindici anni di storia, produzioni di piccola scala.
Only Wine resta il primo salone in Italia pensato per intercettare il ricambio generazionale del vino. E lo fa con una linea che non cambia, mentre attorno tutto si muove. Si dimena, si sbatte anche un po’.
Accanto, la manifestazione ha il sostegno strutturato di Intesa Sanpaolo, main sponsor. Una presenza che accompagna la crescita del comparto e che qui trova un punto di contatto diretto con chi produce.
Only Wine è patrocinata dal Ministero dell’Agricoltura, dalla Regione Umbria, dal Gal Alta Umbria e dal Comune di Città di Castello che l’ha cresciuta con l’amore che si dà ai figli più piccini (ormai divenuti adolescenti).
Una kermesse che si muove su tre direttrici chiare: nuove generazioni, sostenibilità, apertura internazionale.
Ed è proprio quest’ultimo punto a segnare un salto. Accanto ai produttori italiani (selezione sapiente di chi “ci sa andare”) cresce la presenza europea: Champagne, Borgogna, Grecia, Spagna, Svizzera. Non una scelta estetica. È confronto senza invadere. Modelli diversi che si incontrano e si mettono alla prova. La giusta misura che contraddistingue tutta la manifestazione.
Dentro questo dialogo entrano anche i territori. Il Consorzio Vini Mandrolisai, il Collio delle uve autoctone, l’Associazione Giovani Produttori di Gavi DOCG. Identità precise, che portano con sé paesaggi, storie e visioni.
La qualità dell’esperienza passa anche da chi il vino lo racconta nel calice. Qui il ruolo dell’Associazione Italiana Sommelier è centrale: la delegazione di Città di Castello in primis, guidata da Tiziana Croci, garantisce un servizio strutturato e un livello tecnico alto con la supervisione del presidente regionale Pietro Marchi e la presenza costante del presidente nazionale, umbro, Sandro Camilli.
Nel parco di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio prende anche forma uno dei cuori della manifestazione per i wine lovers: l’area Ais con gli Speed Wine. Percorsi veloci ma mirati, pensati per entrare subito nell’identità dei vini e sapere come muoversi.
Dal Sagrantino alle bollicine, fino agli incontri più meditativi che mettono insieme vino e tabacco. Un linguaggio nuovo, che intercetta anche un pubblico diverso.
Only Wine però non si ferma al bicchiere. Lavora sul racconto. Lo dimostra la seconda edizione della guida ufficiale della manifestazione che mette al centro i produttori. Non solo etichette. Persone, scelte, traiettorie.
È in questo spazio che si inseriscono gli Only Wine Awards e la seconda edizione di “Tralci di Vita”, il premio istituito dal Corriere dell’Umbria (vedi pezzo sotto). Non una classifica, ma uno sguardo. Un modo per riconoscere le storie più autentiche del vino, quelle che costruiscono senso e valore prima ancora che mercato.
Il programma accompagna questa impostazione con appuntamenti mirati. La giornata di oggi si apre con la masterclass sul Collio da uve autoctone - Friulano, Ribolla, Malvasia Istriana - guidata da Francesco Saverio Russo.
Nel pomeriggio ancora spazio alla “nouvelle vague” del Gavi: giovani produttori che raccontano il volto più contemporaneo di un territorio storico.
Alle 19, nel cuore della città, arriva “Terroir”, la performance sonora di Sarc:o: il vino diventa suono, attraverso sensori e interazioni dirette. Un’esperienza immersiva che mette insieme degustazione e percezione.
Domani il focus si sposta sul Mandrolisai, territorio d’altura della Sardegna centrale, e su uno degli appuntamenti più attesi: la masterclass sullo Champagne guidata dall’eccellente Gianluca Grimani, responsabile nazionale della guida Vitae, esperto assoluto dello Champagne. Un percorso di degustazione di alto profilo, affiancato da un’area dedicata alle bollicine francesi.
Lunedì 27 aprile sarà la giornata degli operatori. Buyer, distributori, stampa. E soprattutto il giorno del debutto del Wine Summit, gli Stati Generali dei Giovani produttori e delle piccole cantine. Un passaggio che segna un cambio di scala.
In quella sede verranno presentati il Manifesto dei Giovani produttori e l’Osservatorio permanente sul comparto. Strumenti concreti per provare a dare struttura a un mondo che cresce e che cerca una direzione comune.
Only Wine resta questo. Un luogo dove il vino si degusta, certo. Ma soprattutto si osserva mentre cambia (il mercato). E, per tre giorni, si prova anche a capire perché. Senza rimanere indietro. Anzi.
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