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Santa Maria degli Angeli rischia di perdere la guardia medica: la vicenda finisce in consiglio

La segnalazione in un documento di FI: "Accorpata al Palazzo della salute di Bastia Umbra"

Flavia Pagliochini

25 Aprile 2026, 09:14

Santa Maria degli Angeli rischia di perdere la guardia medica: la vicenda finisce in consiglio

“La città rischia di perdere un servizio sanitario fondamentale: la guardia medica. E il Comune? Silenzio totale. Come sempre”.

Ad affermarlo è Forza Italia Assisi, che sul tema ha presentato anche un ordine del giorno.

In realtà dovrebbe trattarsi di una rimodulazione, perché alcuni servizi saranno integrati nella Casa della salute di Bastia Umbra, ma la minoranza spara ad alzo zero:

Con delibera n. 463 del 2026, la Usl Umbria 1 ha ufficialmente avviato lo smantellamento del presidio di continuità assistenziale – la cosiddetta guardia medica – di Santa Maria degli Angeli, attivo da decenni in viale Patrono d'Italia. La struttura verrà soppressa e il servizio accorpato al Palazzo della salute di Bastia Umbra. In pratica – denuncia il consigliere Francesco Fasulo – se vostro figlio ha la febbre alta di notte, se un anziano ha un malore nel weekend, se un pellegrino ha un’emergenza la domenica, dovrà andare a Bastia Umbra. Sette chilometri. Di notte. Senza mezzi pubblici”.

Per i forzisti la decisione è contenuta nell’allegato 14 (Prot. n. 0055993 del 16/03/2026) firmato dal Direttore del Distretto dell'Assisano.

Ma il progetto circola dal 1° luglio 2025 e dal Comune ci sarebbe stato “silenzio totale. Peccato che Santa Maria degli Angeli ha oltre 10.000 abitanti residenti e ospita migliaia di pellegrini ogni anno per il Perdono di Assisi e le ricorrenze francescane.

La motivazione della soppressione? Risparmiare 100.000 euro all'anno. Una cifra ridicola rispetto al bilancio della Usl Umbria 1.

Per questo arriva un ordine del giorno che impegna “sindaco e la giunta a muoversi immediatamente per bloccare questa follia, ad avviare immediatamente un confronto con la presidente della Regione, il direttore della Usl e il distretto assisano; a richiedere la revoca del progetto, lesivo dei Lea e sproporzionato; a promuovere iniziative istituzionali: a valutare azioni legali a tutela dei diritti costituzionali dei cittadini; a sollecitare il potenziamento del presidio invece della soppressione; e riferire al Consiglio ogni tre mesi fino alla risoluzione”.

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