Attualità
“Amministrare una città significa assumersi la responsabilità delle decisioni. Significa porsi delle domande ma anche valutare e rischiare. A Perugia si è scelta un’altra strada, quella di rinviare”.
A intervenire sulla lunga lista dei progetti bloccati a Perugia è la consigliera di opposizione (FdI) Margherita Scoccia, ex candidata sindaco e assessore all'urbanistica.
Piani di intervento in alcuni casi fermi da troppo tempo. “Ogni progetto -prosegue Scoccia- è un problema, ogni proposta un caso da approfondire. La città si sta fermando. Troppi no. No alle opere pubbliche, in primis il Nodo, agli investimenti privati, a idee già pronte per partire. La chiamano prudenza ma è puro immobilismo. Il nuovo Prg: dopo l'approvazione in consiglio comunale, luglio 2024, su mia proposta, tutto si è fermato. Rinvii e dichiarazioni generiche.
Il Brt è un altro caso emblematico. Prima giudicato dalla sinistra un errore da cancellare, poi riabilitato con una consulenza da 140 mila euro per studiarne il prolungamento fino a Olmo, poi niente più. Così si perde tempo e risorse dei cittadini.
Collestrada: oltre 70 milioni di euro di investimenti privati, infrastrutture, opere di compensazione e una fermata ferroviaria. Tutto fermo senza spiegazioni. Persino lo studio sul traffico commissionato dal Comune ignora quel progetto, come se non esistesse. Un modo per dire no senza assumersi responsabilità.
Sul fronte delle opere pubbliche la situazione non è diversa: da Ponte San Giovanni alla stazione, dall’asta del Tevere al Turreno, va tutto a passo di lumaca. Quello che si sta avviando, come la scuola Giovanni Cena o la Fabretti, è frutto di un lavoro avviato da noi. Anche qui proveranno a prendersi meriti?”.
L'attacco è diretto all’amministrazione. “Cresce la distanza tra chi governa e la città”. Il sindaco - evidenza l’esponente FdI - parla di Trump, contro la Meloni o di Palestina ma poco dei problemi quotidiani dei perugini: lo stato delle strade, che non è migliorato, la mobilità, la sicurezza, le manutenzioni, il contrasto al degrado. Si sventolano bandiere della pace e si canta Bella Ciao mentre si rimandano le decisioni”. Scoccia torna anche sulla cronaca della ultime settimane.
“Ultimamente il consiglio comunale ha detto di no alla mia proposta di istituire un ospedale veterinario pubblico aperto H24 e gratuito per i redditi bassi, adducendo due scuse. La prima: dicono non sia prerogativa del Comune. Perché allora a Roma il Comune lo ha realizzato? La seconda: dicono non ci sono risorse. Noi non avevamo risorse perché abbiamo trovato i debiti della sinistra, il Comune ha appena ufficializzato di avere un avanzo di bilancio da 16 milioni di euro. Non penseremo mica che a Perugia l’ospedale veterinario sarebbe costato 6,5 milioni come a Roma? Hanno votato no”, spiega la consigliera.
“Perugia - conclude Scoccia - non può restare ferma per paura di scegliere. Una città cresce solo quando sa dire sì alle opportunità, sì agli investitori seri, sì a chi propone idee concrete. Governare significa avere visione e realizzare progetti, su cui si misurano i risultati di un’amministrazione. Oggi Perugia ha bisogno di decisioni e di coraggio”.
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