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Giovani e nuova Rocca Paolina, un matrimonio che s’ha da fare

Claudio Sampaolo

23 Aprile 2026, 12:10

Giovani e nuova Rocca Paolina, un matrimonio che s’ha da fare

Due notizie apparentemente inconciliabili tra loro si sono incrociate negli ultimi 15 giorni: la chiusura di alcuni locali dell’Acropoli, non in regola con i nuovi, pressanti controlli susseguiti alla strage di Crans Montana e il progetto di ristrutturazione della Rocca Paolina.

Il Ministero dell’Interno ha messo in campo (in tutta Italia) una task force composta da Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Ispettorato del Lavoro, NAS e Polizia Municipale per controlli a tappeto sul rispetto delle norme antincendio e di sicurezza, non solo in discoteche, club e circoli privati, ma anche in bar e ristoranti dove oltre alla somministrazione di cibo e bevande si propone musica dal vivo.

Una tendenza consolidata da anni, data per acquisita, un abbinamento alcool-musica (e pure sigaretta libera, senza tante remore) tollerato e cercato col lanternino dai giovani in cerca di spazi, vorremmo dire anche rumore purchessia, senza farsi troppe domande sulle evidenti inadeguatezze strutturali. E questo trend, interrotto di botto, ha portato ad alcune chiusure, ma altre ne arriveranno.

Facile intuire che mai come in questo caso gestori e consumatori si trovano assieme in mezzo al guado, tra la voglia matta di continuare a perpetuare un movimento, che pur essendo a forte rischio, contribuisce a tenere viva l’acropoli anche di notte e la realtà nuda e cruda, constatato che non tutti i locali hanno la possibilità di mettersi in regola; il centro è quello che è: antico, etrusco, volendo anche intoccabile.

Ci sarebbe poi il terzo “braccio” di questa storia, rappresentato dagli abitanti, spettatori loro malgrado, che spesso debbono sopportare schiamazzi e sporcizia, ma che si rendono conto altrettanto bene della pericolosità di desertificare le loro vie e viuzze.

Soluzione? Per ora non esiste. La sindaca Vittoria Ferdinandi, ben conscia dell’importanza sociale di questa rete di locali, al di là delle esuberanze e delle intemperanze da condannare, ha promesso di ragionarci sopra per garantire quelli che ha definito “presidi fondamentali di socialità, cultura e vivacità cittadina”. Di sicuro chi non è in regola chiuderà, su questo non ci piove.

E qui, secondo noi, potrebbe giocare un ruolo fondamentale la Rocca Paolina, che sarà ristrutturata con una spesa di 1,5 milioni di euro, per “messa in sicurezza, restauro delle mura, risoluzione dei problemi di infiltrazione, miglioramento dell’accessibilità e creazione di nuovi spazi culturali”.

In attesa di conoscere nel dettaglio quale sarà la nuova conformazione della nostra amata Rocca, una riflessione si può fare: oltre alla destinazione culturale e turistica, lì dentro ci sono già spazi a sufficienza per “contenere” una movida più organizzata, più strutturata con musica anche a palla che non disturberà nessuno, magari coinvolgendo quei gestori costretti a chiudere i loro locali.

Del resto sono anni che si discute su spazi da destinare ai giovani in centro storico. Si era parlato di un piccolo centro commerciale all’interno del nuovo Turreno (cinema, musica, ristorazione, negozi), poi dell’ex Mercato Coperto, ma è andata diversamente. Ora resta la Rocca Paolina, che potrebbe diventare, con la creazione di opportuni servizi e l’indispensabile security, un luogo sicuro, ben protetto e a disposizione dei nostri ragazzi.

Un po’ come a Soho, il quartiere dove si concentra la movida londinese, tutto pedonalizzato, ricco di musica dal vivo e attività enogastronomiche, dove non serve nemmeno avere l’auto, visto che lì hanno la metropolitana più antica del Mondo. Noi potremmo ovviare con minibus in Piazza Italia e Minimetro by-night. Ben sapendo che copiare da quelli bravi non è peccato e che le buone idee sono sempre gratis.

 

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