Perugia
Il centro commerciale di Collestrada
Progetti bloccati. Tanti. Importanti. Altri in ritardo. O incagliati per svariati motivi. Ecco la lista degli investimenti mancati nel capoluogo di regione. Piani di intervento presentati anche anni fa, o più di recente, che non hanno avuto seguito.
Arenati in pastoie burocratico-amministrative, prescrizioni insormontabili o niet di altro tipo. Di certo in alcuni casi si tratta di investimenti cospicui, capitali privati messi a disposizioni da imprenditori o grandi gruppi che porterebbero posti di lavoro e indotto.
Ma andiamo a vederli, uno per uno. Tra i più eclatanti c’è l’ampliamento del centro commerciale a Collestrada da parte di Eurocommercial, con tanto di rivisitazione della viabilità. Il dialogo tra l’amministrazione di Vittoria Ferdinandi e la società non è venuto meno, ma al momento tutto è congelato.
Settanta milioni di investimento e la previsione di 600 posti di lavoro. “Un valore pubblico” espresso in numeri. Eurocommercial, la società titolare della struttura, era intervenuta con una nota dopo il disco rosso del Comune di Perugia e le varie prese di posizione del mondo economico e sindacale.
Era stato presentato un focus sul progetto di ampliamento "il cui valore pubblico - ha scritto la società - è rappresentato dalle seguenti caratteristiche: consumo di suolo pari a zero con recupero di aree dismesse, rinaturalizzazione a verde per 32.000 mq con interventi di regimazione idraulica e la realizzazione di una vasca di laminazione, riduzione di emissioni Co2 pari a 280 tonnellate l’anno, autoproduzione di energia da fonti rinnovabili superiore a 900Kwh l’anno".
Ma anche a fronte di questi dati tutto è ancora fermo. Con la variante pronta. A proposito di pubblico: come dimenticare il Nodo di Perugia, e in particolare il primo stralcio, il cosiddetto Nodino, da 450 milioni di euro. Opera eminentemente pubblica. Ebbene dopo annosi tentennamenti si è arrivati a un progetto. Però le frenate della politica e la mancanza di fondi a livello centrale hanno bloccato l’iter.
Uno degli ultimi atti da parte della minoranza in consiglio è stata una mozione per impegnare il Comune a spingere sulle altre istituzioni per accelerare. Risultato: respinta. Dalla maggioranza hanno così argomentato. De Salvo (Anima Perugia) ha detto che per “una questione tanto delicata, come è quella della realizzazione del nodo, è fondamentale la prudenza, essendo preliminarmente determinante procedere con l’aggiornamento degli studi relativi ai flussi di traffico, alle implicazioni per l’ambiente ed ai costi dell’opera, anche conseguenti ai progetti ormai prossimi al cantiere (in primis raddoppio rampe)”. Virgolettati tratti dall’ufficio stampa del consiglio.
Di mobilità in mobilità, è stato bloccato anzi bocciato anche il secondo ramo del Brt. Il segmento fino a Olmo (è in fase di costruzione il tratto originario fra Fontivegge e Castel del Piano) ha ricevuto lo stop dal Comune, formalmente per incertezze tecniche, dalla necessità di un altro deposito e la scadenza dei bandi ministeriali. Ma a più riprese è stata criticata la scelta politica di optare per il metrobus da parte della precedente amministrazione.
In continuità col passato un altro grande no, quello sul nuovo Curi. La lista è lunga, si diceva. Dando una scorsa al piano strategico territoriale, è al palo la riqualificazione della palazzina della stazione e i lavori di accesso ai binari Rfi. La riqualificazione dell’ex Colussi: il piano attuativo ha superato la valutazione ambientale strategica ed è in fase di presentazione definitiva per la delibera del consiglio comunale. È tanto che si attende.
Ancora: il progetto di realizzazione del parco di San Marco, come secondo stralcio di rigenerazione urbana. C’è anche il raddoppio del Barton Park: la giunta ha dato l’assenso alla cosiddetta procedura compensativa e l’avvio del procedimento di verifica di assoggettamento alla Vas ambientale. Ma i tempi sono ancora lunghi.
Il progetto del nuovo istituto zooprofilattico a Lidarno è rimasto sulla carta. Così come l’area di ristorazione nell’area parcheggio a Centova, o il progetto del supermercato Emi a Pian di Massiano, rimasto incagliato all’ultimo momento. Ultima in ordine di tempo la passerella sul Tevere a Ponte Pattoli (respinto odg sul piano di fattibilità).
Ma non tutto è bloccato. Il piano per il centro commerciale all’ex mercato ortofrutticolo, ad esempio - dove si è vociferato senza smentite di un interesse di Esselunga - procede. E allo steccone di Fontivegge - notizia di pochi giorni fa - si pensa di creare il nuovo comando della polizia locale. Questione di scelte.
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