Attualità
C’è chi segna la domenica e chi, ogni tanto, decide di farlo anche fuori dal campo. Filippo Sensi, difensore centrale classe 2000 e colonna del Trestina in Serie D, stavolta il gol l’ha infilato dove non arrivano né difese né fuorigioco: all’Università degli Studi di Perugia. La notizia è semplice, ma non banale: laurea in Scienze Motorie e Sportive, portata a casa con una tesi che sembra cucita addosso a chi vive di contrasti, anticipi e acciacchi vari. Titolo? "L'allenamento funzionale per la prevenzione degli infortuni muscolari nel calcio". Tradotto: esattamente quello che ogni calciatore vorrebbe conoscere prima che il muscolo decida di mettersi di traverso. E qui il tono si fa inevitabilmente un po’ ironico. Perché se c’è qualcuno che questa materia la mastica davvero — tra allenamenti, recuperi e partite vere — è proprio chi la vive sulla pelle, letteralmente. Sensi, insomma, non ha scelto un argomento a caso per riempire pagine accademiche: ha semplicemente trasformato la quotidianità da spogliatoio in teoria, mettendo nero su bianco ciò che per molti resta solo esperienza.
Nel calcio di provincia, dove spesso si corre più di quanto si studi (e a volte si parla più di quanto si capisca), vedere un giocatore che aggiunge un titolo accademico al cartellino non è dettaglio da poco. Anzi, è quasi una piccola anomalia. Una di quelle che fanno notizia proprio perché non sono così frequenti. Il Trestina, dal canto suo, può ora vantare un «dottore» nello spogliatoio. O forse, per stare al gioco, un professore: uno che non solo chiude gli attaccanti, ma potrebbe pure spiegarti come evitare di farti male provandoci. Non male, per un centrale difensivo.
Resta da capire se questo nuovo titolo accademico cambierà qualcosa in campo. Probabilmente no: i tackle resteranno quelli, le marcature pure. Ma c’è da scommettere che, tra un allenamento e l’altro, qualcuno inizierà a guardare Sensi con un filo di rispetto in più. O quantomeno con la speranza che abbia qualche consiglio utile per arrivare a fine stagione con tutti i muscoli al loro posto. In fondo, in un calcio che spesso si prende molto sul serio, ogni tanto fa bene ricordare che si può crescere anche fuori dal rettangolo verde. E magari, ogni tanto, segnare il gol più importante proprio lì.
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