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Attualità

Un paese allo specchio: Paola Filomeno ritrae Lama dei Peligni e poi lo restituisce

L’arte dell’ingegnere perugina trasforma il paese dell’Abruzzo in una galleria diffusa

Luca Mercadini

22 Aprile 2026, 12:43

 Un paese allo specchio: Paola Filomeno ritrae Lama dei Peligni e poi lo restituisce

C’è chi inaugura mostre per vendere, chi per farsi notare e poi c’è chi decide di ribaltare il tavolo. Paola Filomeno, ingegnere perugino con un passato tra le luci delle tv locali e una matita che non conosce tregua, ha scelto la terza via: disegnare un intero paese e poi restituirglielo, pezzo per pezzo. Succederà il 25 aprile a Lama dei Peligni, piccolo centro abruzzese che per un giorno si trasformerà in una galleria diffusa, senza biglietti né pareti bianche da museo. Il titolo, “L’economia di Lama”, suona come una provocazione ben calibrata: niente grafici, niente convegni, ma volti. Oltre quaranta, per la precisione. Sono quelli dei proprietari degli esercizi commerciali del paese, ritratti uno a uno con la pazienza artigianale che Filomeno coltiva da anni, tra un progetto ingegneristico e l’altro.

Non è la prima volta che l’ingegnere-artista si misura con i volti noti — anzi, ne ha collezionati a centinaia, pescando a piene mani tra personaggi celebri — ma qui il salto è evidente. Via le icone, dentro le persone reali: il barista, la farmacista, il negoziante sotto casa. Un cambio di fuoco che dice molto più di tante dichiarazioni d’intenti. La parte più interessante, però, arriva alla fine. Niente vendita, niente aste, nessun collezionista in attesa. Ogni ritratto tornerà al suo proprietario, gratuitamente, con una sola “condizione”: esporlo nel proprio negozio. Un vincolo che ha il sapore di un esperimento sociale prima ancora che artistico. Se funzionerà, Lama dei Peligni diventerà una sorta di museo permanente a cielo aperto, dove l’identità economica del paese — quella vera, fatta di saracinesche e relazioni — sarà letteralmente appesa alle pareti.

C’è qualcosa di ostinatamente controcorrente in tutto questo. In un tempo in cui l’arte spesso rincorre il mercato, Paola Filomeno sembra fare il percorso inverso: parte dal mercato, quello quotidiano dei piccoli esercizi, e lo trasforma in racconto visivo. Senza intermediari, senza filtri, senza prezzo.

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