Attualità
Il percorso di ricostruzione post sisma del Centro Italia continua a distinguersi per un modello fondato sulla vigilanza collaborativa e la cooperazione istituzionale.
A dirlo la relazione annuale Anac 2025 presentata ieri dal presidente Giuseppe Busia nella Sala della Regina della Camera dei deputati, come fatto sapere in una nota dalla struttura guidata dal commissario straordinario al sisma 2016, Guido Castelli.
In particolare, viene sottolineato come anche nel 2025 sia proseguita una proficua collaborazione tra l’Anac e il commissario straordinario, volta a sostenere concretamente gli enti del cratere nelle procedure di affidamento e gestione degli interventi.
Tra gli elementi evidenziati: "aggiornamento degli atti-tipo - strumenti fondamentali per uniformare e semplificare le procedure"; "confronto continuo su aspetti applicativi e operativi, con il coinvolgimento diretto delle strutture territoriali"; e "supporto ai Rup e agli enti locali nella gestione delle criticità della fase esecutiva dei contratti".
La Relazione ha evidenziato il trend degli ultimi anni di "progressivo avanzamento delle attività di ricostruzione".
Solo 13 i casi di contenzioso risultate al 31 dicembre all’Unità operativa speciale, su 1.187 procedure esaminate di cui 11 hanno raggiunto il primo e secondo grado, 9 risultate favorevoli alla stazione appaltante e 2 sfavorevoli.
Dei pareri rilasciati il 49,20% riguarda la Regione Marche, il 21,84% l’Abruzzo, il 14,2% l’Umbria e il 12,87% il Lazio.
A confermare l’efficacia dell’azione amministrativa un tasso di contenzioso pari a circa l’1%.
Ottantatré le nuove procedure dei quattro Usr verificate da parte dell’Anac per un valore complessivo di 194 milioni.
"La collaborazione ha contribuito a rafforzare un sistema in cui la trasparenza non rappresenta soltanto un obbligo formale - ha dichiarato Castelli - ma un elemento strutturale del processo di ricostruzione, anche grazie alla digitalizzazione e alla standardizzazione delle procedure promosse dall’Autorità. I dati riportati nella Relazione confermano inoltre la rilevanza dell’attività svolta: centinaia di procedure monitorate e un volume significativo di investimenti sottoposti a controllo preventivo, a testimonianza di un sistema di vigilanza efficace e capillare."
Un rapporto con Anac quindi "esempio virtuoso di come le istituzioni possano lavorare insieme per coniugare legalità, trasparenza e rapidità degli interventi. Un modello che ha consentito di accompagnare la ricostruzione con strumenti moderni e affidabili, e che oggi può essere assunto come riferimento anche in altri ambiti della spesa pubblica".
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