Sanità
Quando innovazione e collaborazione si incontrano, nasce una sanità capace di guardare al futuro. Ieri nella sala Brugnoli di Palazzo Graziani è stato sottoscritto l’accordo di collaborazione tra Fondazione Perugia, Regione Umbria, Università degli studi e azienda ospedaliera, relativo all’acquisto di una nuova Tac destinata all’ospedale Santa Maria della Misericordia. Si tratta di una tecnologia ancora rarissima nel panorama nazionale: “questo macchinario ha un grande valore, perché arricchisce il patrimonio tecnologico dell’azienda” – ha sottolineato il direttore Asl di Perugia, Antonio D’Urso – “è una Tac di ultima generazione, a emissione di fotoni; in tutta Italia ce ne sono soltanto altre due già operative”.
Donata dalla Fondazione, la nuova Tac rappresenta un investimento strategico capace di proiettare l’ospedale di Perugia nella “top ten degli ospedali italiani”, permettendo diagnosi più precise, con dosaggi minori di radiazioni e migliorando così la qualità dell’assistenza sanitaria e la competitività clinica e scientifica del territorio umbro. La strumentazione consente di ridurre sensibilmente i tempi di scansione e utilizza particolari sistemi diagnostici, a fotoni, che ne rendono possibile l’impiego anche sui pazienti più fragili, come bambini, anziani e persone con disabilità, ampliando così l’accessibilità e l’efficacia delle cure.
“Questo è un dono incommensurabile da parte della Fondazione” – ha precisato la presidente della Regione Stefania Proietti – “la nostra missione principale è proprio la sanità, non solo perché costituisce la parte preponderante del bilancio, ma soprattutto perché la nostra Costituzione ci ha assegnato il compito di garantire il diritto alla salute dei nostri cittadini, un diritto inviolabile e universale”.
Il nuovo dispositivo avrà un impatto rilevante sulle prestazioni del sistema, contribuendo alla riduzione delle liste di attesa, così da contrastare la mobilità passiva - cioè il trasferimento di pazienti umbri verso strutture di altre regioni – e potenziare la sanità pubblica territoriale, consolidando il ruolo dell’azienda ospedaliera di Perugia come polo di riferimento regionale e interregionale per il centro Italia.
“L’obiettivo di tutti noi” – ha ribadito Alcide Casini, presidente Fondazione Perugia – “non è soltanto quello di acquisire un macchinario modernissimo, ma, soprattutto, quello di creare una rete, un sistema sinergico in cui i soggetti più importanti della regione trovino una collaborazione che rafforzi e renda più efficace il sistema sanitario”.
L’impegno è quello di lavorare insieme: la Fondazione Perugia sosterrà finanziariamente l’iniziativa, curando con risorse proprie l’acquisizione della Tac; la regione Umbria assicurerà il coordinamento del progetto e la valutazione dei suoi esiti, facilitando l’integrazione del nuovo macchinario nella rete diagnostica regionale e monitorandone l’impatto sulla riduzione delle liste d’attesa. L’Asl provvederà all’allestimento, all’installazione (prevista per il prossimo autunno) e alla gestione della tecnologia, integrandola stabilmente nei percorsi clinici; l’Università degli studi di Perugia ne promuoverà la valorizzazione in ambito scientifico e formativo, partecipando alla definizione di programmi collegati all’utilizzo della Tac e al consolidamento della ricerca: “il nostro impegno sono le persone” – ha sottolineato il rettore Massimiliano Marianelli – “i ricercatori, che devono far funzionare queste tecnologie”.
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