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Mogol senza paura: da 60 anni sulla scena pop internazionale

Per gli Amici della Musica il novantenne Giulio Rapetti sarà protagonista di un’intervista con concerto sui suoi celebri brani affidato al pianista Giuseppe Gioni Barbera

22 Aprile 2026, 08:29

Mogol senza paura: da 60 anni sulla scena pop internazionale

Domenica, alle ore 17, l’Auditorium San Domenico ospita un nuovo appuntamento proposto dagli Amici della Musica: un’intervista-concerto di grande rilievo nazionale.

L’iniziativa si inserisce nella direzione artistica di Marco Scolastra, pianista di consolidata fama, e offre al pubblico un’esperienza coinvolgente, capace di unire parola e musica in un dialogo originale e suggestivo.

Protagonista è Giulio Rapetti Mogol, tra i più importanti autori della canzone italiana, candidato nel 2016 e nel 2023 al Premio Nobel per la Letteratura e insignito di numerosi riconoscimenti nel corso della sua lunga carriera. L’incontro si articola in due momenti: una conversazione condotta dal giornalista Massimiliano Castellani e una sezione musicale affidata al pianista Giuseppe Gioni Barbera.

Il cuore dell’evento è il racconto della carriera di Mogol, inclusa la storica collaborazione con Lucio Battisti, una delle più influenti nella musica europea.

Verranno inoltre ricordati i numerosi artisti per cui ha scritto — da Mina ad Adriano Celentano, fino a Eros Ramazzotti e perfino David Bowie — a testimonianza dell’impatto internazionale del suo lavoro.

La parte musicale rappresenta un vero omaggio: Barbera interpreta al pianoforte brani iconici come “Il mio canto libero”, “La canzone del sole” e “Con il nastro rosa”, legati ai testi di Mogol e alle musiche di Battisti o di altri grandi compositori.

Particolare attenzione è dedicata anche alla sua autobiografia, “Mogol senza paura. La mia vita”, che farà da filo conduttore al dialogo, offrendo aneddoti personali, retroscena e riflessioni su una carriera lunga e articolata, dagli inizi fino alla fondazione del Centro Europeo Toscolano.

Un’autobiografia che sorprende, perché parte da molto lontano rispetto all’immagine del “maestro” che tutti conoscono. Giulio Rapetti Mogol si racconta infatti come un ragazzo tutt’altro che destinato alla musica: stonato, poco disciplinato, quasi insofferente agli studi musicali. Da qui prende forma un percorso umano, prima ancora che artistico.

Il libro attraversa la sua crescita nella Milano del dopoguerra, l’ingresso nel mondo discografico quasi per caso e poi l’incontro decisivo con Lucio Battisti. Non è solo il racconto di un sodalizio storico, ma anche di un nuovo modo di intendere la canzone: più intima, legata ai sentimenti quotidiani e capace di parlare a tutti senza retorica.

Nelle pagine emergono i retroscena di molti brani celebri, le collaborazioni con artisti diversissimi tra loro e una visione della musica come forma di verità emotiva. Mogol riflette su successi, errori e scelte personali, fino ad arrivare ai progetti più recenti, come il Centro Europeo Toscolano, dove trasmette la sua idea di scrittura e interpretazione alle nuove generazioni.

Durante l’evento, queste storie si intrecceranno naturalmente con la musica. Nella seconda parte, il pianoforte dà voce ad alcuni dei brani più iconici legati ai suoi testi: “Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi”, “Un’avventura”, “La prima cosa bella”, “Se stiamo insieme”, “Anche per te”, “L’emozione non ha voce”, “Con il nastro rosa”, “Il mio canto libero”, “La canzone del sole”.

In questo modo, il racconto del libro prende vita attraverso canzoni che molti conoscono a memoria. È proprio questo il punto forte dell’incontro: mostrare come esperienze personali, intuizioni e incontri si siano trasformati in melodie e parole entrate nella memoria collettiva.

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