terni
“Il teatro Verdi sta per essere ultimato, il 60% dei lavori è stato fatto. Sul teatro ci stanno lavorando circa 20 professionisti tra ingegneri, architetti esperti e una ditta che sta impegnando circa 60 operai al giorno, compreso il sabato, per accorciare il più possibile i tempi. All’acustica ci stanno pensando veri professionisti del settore, tra cui il professor Lamberto Tronchin, massimo esperto di acustica dell’Università di Bologna, che ha messo a confronto esperienze di teatri classici ottocenteschi con teatri nuovi novecenteschi: lui porterà al top l’acustica del Verdi, ci stiamo inoltre attivando anche per altre professionalità, ad esempio per l’attrezzistica, sulla base delle varie esigenze tecniche: dico subito che il sipario ci sarà, mentre la buca di orchestra di 75 metri quadri conterrà almeno 50 musicisti. I posti a sedere saranno 800 perché i paletti delle norme obbligatorie, i vincoli sulla sicurezza, sulle dimensioni che non hanno permesso la sopraelevazione dell’edificio e la struttura incastrata all’interno di una sorta di imbuto non permettono di andare oltre questa disponibilità. Su tutto il teatro vede garantito il parere positivo della Soprintendenza e del comitato tecnico-scientifico del Ministero”. L’illustrazione dell’architetto Piero Giorgini, direttore dei lavori del Verdi e dirigente comunale ai Lavori pubblici, rappresenta senza dubbio il senso più significativo del consiglio comunale aperto sul teatro Verdi che ieri a palazzo Spada ha visto confluire diversi cittadini, tecnici ed esperti per mettere a fuoco lo stato dei lavori e ascoltare le varie posizioni sul progetto. Un consiglio comunale ‘indolore’, iniziato con circa mezz’ora di ritardo e concluso appena un’ora e poco più dopo. A chiedere il consiglio comunale aperto alla città era stato il comitato ‘per il teatro Verdi’, richiesta fatta propria dal gruppo di Alternativa Popolare. Ieri il comitato in questione si è limitato, tramite un proprio rappresentante, ovvero Giampaolo Di Emilio, a leggere una lettera a firma dell’architetto Vladimiro Paiella che ha espresso numerose censure critiche al progetto e all’operato del Comune. Il comitato, che ha giudicato ‘tardiva’ la convocazione del consiglio aperto in questa fase ormai terminale dei lavori, come è noto, sostiene un ritorno al teatro ottocentesco dell’architetto Luigi Poletti e contesta il cinema-teatro postbellico. Nel corso del tempo il comitato ha raccolto circa 500 firme con una petizione per chiedere la modifica del progetto dal costo di 22 milioni tra Pnrr e altro e due stralci. A parlare sono stati l’ingegnere Francesco Martinelli, l’architetto Paolo Leonelli, il dottor Walter Cassutti, la dottoressa Manuela Canali, Tommaso Onofri, il consigliere regionale Enrico Melasecche, il Rup Matteo Bongarzone che ha aggiornato la percentuale di avanzamento dei lavori: 74% per il primo stralcio, 44% per il secondo legato al Pnrr.
Secondo i tempi, dettati proprio dal Pnrr, i lavori dovranno concludersi entro giugno, ma non sono escluse proroghe. Impossibile dunque ormai effettuare sostanziali e corpose modifiche al progetto dal quale è comunque stato eliminato il ridotto interrato. Al sindaco Stefano Bandecchi le parole finali: “Da quando sono venuto a contatto con le problematiche del Verdi avevo capito che avrebbero diviso tutti in più situazioni diverse, è fondamentale però che in questo consiglio abbiamo permesso ai cittadini di esprimere le proprie idee pur sapendo che questo avrebbe esposto questa giunta a una serie di parole sulle quali non posso soprassedere: qualcuno ha detto che ‘ora è tardi’ ma – ha rimarcato il primo cittadino - tardi era il giorno in cui mi sono insediato, ma forse anche tre o quattro anni prima, chi si lamenta oggi si poteva organizzare prima. Sta di fatto che quando sono arrivato i contratti erano stati già fatti e si sarebbero persi tanti soldi, almeno una ventina di milioni. Certo – ha sottolineato il sindaco – il nuovo teatro lo avrei fatto diversamente, ma è un fattore di gusto personale. Più di questo oggi non poteva essere fatto, io più che dare spazio ai cittadini non potevo fare e questo è stato fatto nella maniera più democratica possibile”.
Nel cantiere si lavora senza sosta. L’obiettivo è quello di inaugurare il nuovo teatro Verdi per la primavera dell’anno prossimo.
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