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Italia-Mozambico, un ponte fatto ad arte: l'Umbria ha ruolo chiave nel progetto

Dialogo culturale Alla guida Costantino D’Orazio

Sabrina Busiri Vici

21 Aprile 2026, 08:24

Italia-Mozambico, un ponte fatto ad arte: l'Umbria ha ruolo chiave nel progetto

Prende il via a Maputo, in Mozambico, il progetto Italia-Mozambico. Un ponte fatto ad arte, iniziativa che punta a rafforzare il dialogo culturale tra i due Paesi attraverso la contemporaneità. Un percorso articolato in cui gioca un ruolo centrale Costantino D’Orazio, direttore dei Musei Nazionali di Perugia – Direzione Regionale Musei Nazionali dell’Umbria, coinvolto nella promozione insieme alla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e all’Unità di missione per la cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Maputo e istituzioni culturali mozambicane.

Il progetto è stato presentato a Roma, nella sala conferenze della stampa estera, dal direttore generale Creatività Contemporanea Piero Angelo Cappello, con la partecipazione del Segretario di Stato per la Cultura e – in collegamento dal Mozambico – lo stesso D’Orazio e l’ambasciatore italiano a Maputo Gabriele Annis. L’iniziativa prevede tre sessioni di workshop nella capitale mozambicana e la realizzazione di due mostre, una in Italia e una in Mozambico.

L’intero programma si inserisce nel quadro del Piano Mattei per l’Africa, strategia nazionale avviata dal Governo italiano tra il 2023 e il 2024 per ridefinire i rapporti con il continente africano su basi paritarie, favorendo scambi e opportunità reciproche. In ambito culturale, Un ponte fatto ad arte rappresenta una delle espressioni più concrete di questo nuovo approccio. Italia e Mozambico condividono infatti una lunga tradizione di relazioni diplomatiche e culturali, avviata nel 1975 con l’indipendenza del Paese africano. Dall’architettura alla letteratura, passando per le arti visive, la collaborazione tra i due Paesi ha trovato nel tempo molteplici forme di dialogo. Figure come lo scrittore Mia Couto e l’artista Bertina Lopes testimoniano come la cultura possa diventare terreno fertile per relazioni durature, contribuendo anche a creare quel clima di fiducia che ha accompagnato momenti cruciali come gli Accordi di pace del 1992.

Cuore del progetto saranno i workshop tematici dedicati alle arti visive, alla fotografia, alla curatela e al design, coordinati dai Musei Nazionali di Perugia. Un percorso di formazione e co-creazione che metterà in relazione artisti, studenti e operatori culturali mozambicani con pratiche e metodologie del sistema artistico italiano, in uno scambio reciproco di competenze ed esperienze.

Le attività si svolgeranno in tre sessioni nel 2026 – ad aprile, giugno e ottobre – alternando momenti teorici e laboratoriali. Tra i professionisti coinvolti figurano curatori e artisti italiani e mozambicani, tra cui Lorenzo Balbi, Andrea Viliani, Matteo Montani e Alice Pasquini, insieme ai mozambicani Elia Gemuce, Ivan Laranjeira e Carolina Vilalva.

Il percorso culminerà in una mostra collettiva ospitata al Museo di Storia Naturale di Maputo, recentemente riallestito grazie al contributo dell’Ambasciata italiana, nell’ambito della rassegna Mozita 2026. Parallelamente, è prevista una seconda esposizione in Italia.

Il progetto avrà anche una ricaduta diretta sull’Umbria: nel 2027 gli artisti mozambicani coinvolti saranno ospitati nella regione, dando continuità a uno scambio che punta a consolidarsi nel tempo, trasformando la cultura in uno strumento concreto di cooperazione internazionale.

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