SPOLETO
Sulla strada che da Spoleto porta a Montefalco sorge il complesso monumentale di Villa Pianciani, uno dei più spettacolari esempi di architettura nobiliare di campagna del territorio spoletino (e non solo) realizzato alla fine del XVIII secolo dai conti Pianciani, una delle famiglie più antiche e illustri di Spoleto fin dall’alto medioevo.
Ebbene, dopo un importante intervento di recupero durato circa 3 anni, realizzato grazie ai fondi del Pnrr per un importo di 1,29 milioni di euro, quella villa è stata restituita alla collettività. Un grande investimento che ha riguardato gli impianti, dall’antincendio al fotovoltaico, idrico e elettrico, il nuovo frutteto, ricostruito e ampliato con oltre 100 antiche varietà di alberi da frutto, alcune presenti sin dal Rinascimento, per conservare la memoria e la biodiversità del luogo. E proprio sabato scorso, per 8 ore, quel parco di circa 2 mila metri quadrati è stato aperto eccezionalmente al pubblico.
“E’ stata una giornata davvero significativa per il nostro territorio”, ha spiegato il consigliere regionale, Stefano Lisci che ha presenziato alla giornata per un evento davvero importante per quello che è uno spazio storico di grande valore paesaggistico e culturale. “Sono state tantissime le persone che hanno partecipato a questo momento, segno concreto di quanto ci sia bisogno di luoghi così, vivi, accessibili, capaci di unire cultura, paesaggio e comunità”, ha aggiunt Lisci.
Insomma, una giornata di apertura straordinaria che ha rappresentato un’occasione per cittadini e visitatori di riscoprire uno dei luoghi più suggestivi del territorio di Spoleto, oggi rinnovato e valorizzato nel rispetto della sua identità e pronto ad accogliere nuovamente la comunità.
Per entrare nel dettaglio, oltre all'impiantistica in generale, dopo indagini sullo stato di conservazione di alcuni grandi alberi originari, sono state eseguite potature e abbattimenti e anche ripristinato l’antico tracciato di stradine, rondò e prati fronte villa, dove è riemerso il perimetro di un fabbricato ligneo scomparso. Senza dimenticare il “giardino segreto”, esempio di parco all’italiana racchiuso da un muro di contenimento e una siepe di viburno, restaurato negli episodi architettonici della scalinata, del portale a serliana, della fontana e della meridiana orizzontale, ripristinandone la struttura e integrando elementi andati perduti.
Un fabbricato è stato consolidato e ampliato con una serra solare trasparente, adibito a punto accoglienza dei visitatori. Nel corso della giornata sono stati inoltre presentati sia il progetto Gards, legato proprio agli interventi finanziati dal Pnrr, sia un volume dedicato alla Villa e al suo percorso di recupero.
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