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Città di Castello

Caccia ai tesori della città: il centro storico diventa un grande tavolo da gioco a cielo aperto

L’iniziativa, promossa dal Consiglio nazionale degli architetti, ha creato l’occasione per riscoprire le bellezze architettoniche locali

Paolo Puletti

20 Aprile 2026, 10:03

Caccia ai tesori della città: il centro storico diventa un grande tavolo da gioco a cielo aperto

Grande successo della “Caccia ai tesori della città” che ha animato il centro storico che, per l’occasione, si è trasformato in un grande tavolo da gioco a cielo aperto.

L’evento era inserito nel quadro nazionale di “Abitare il Paese – La scuola oltre la scuola per la città della prossimità”, progetto promosso dal Cnappc (Consiglio nazionale architetti) e dalla Fondazione Reggio Children al quale ha aderito, per la prima volta, l’Ordine degli Architetti Ppc di Perugia, con il coordinamento della consigliera Veronica Benedetti, che ha coinvolto l’associazione Architetti Altotevere individuando come tutor la presidente Lucia Fiorucci.

Protagonisti sono stati circa 150 bambini delle classi quarte dei Circoli Didattici San Filippo (plessi di San Filippo, San Pio, Rignaldello, San Secondo e Promano) e Pieve delle Rose (plessi di Riosecco e Pieve delle Rose), impegnati nella caccia ai tesori della città, evento inserito anche nella seconda edizione di “Forma Urbis. La città che siamo”, organizzato sempre da Architetti nell’Altotevere libera associazione con il patrocinio del Comune di Città di Castello.

“Caccia ai tesori della città” è nato da una convinzione profonda: creare un legame con il tessuto storico. I piccoli partecipanti non hanno solo cercato monumenti, ma hanno imparato a leggere i “vuoti urbani” - le strade e le piazze - come spazi che permettono di intessere legami non solo con il costruito, ma anche con l’altro. Partendo da piazza Matteotti, i ragazzi hanno affrontato una sfida affascinante: individuare nel tessuto urbano le emergenze architettoniche. Suddivisi in sei gruppi, i piccoli esploratori hanno setacciato le vie del centro alla ricerca di sei simboli identitari della città: il Duomo con il Campanile Rotondo; la Torre Civica; palazzo Vitelli a Sant’Egidio; palazzo Vitelli alla Cannoniera; la Chiesa di San Domenico; Porta Santa Maria Maggiore.

I bambini hanno dimostrato di aver fatto tesoro delle lezioni didattiche tenute dagli architetti nelle scuole durante il mese di marzo, muovendosi con sicurezza nel tessuto urbano e riconoscendo con facilità le emergenze architettoniche studiate in aula.

Tra una tappa e l'altra, gli studenti hanno superato prove di abilità: individuare dettagli nascosti, riconoscere scorci dell’acropoli e interagire con i passanti. Anche in questa edizione, la manifestazione ha visto la partecipazione straordinaria di Matteo Mignolini, storico volto del Pedibus tifernate, che ha insegnato ai bambini uno stornello tradizionale, subito accolto con grande entusiasmo. Matteo rappresenta un esempio prestigioso e resistente di città sostenibile e a misura di bambino.

“Attraversare la città, guardandola nei suoi dettagli e nei suoi spazi aperti, significa appropriarsi della sua memoria”, dichiarano gli organizzatori.

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