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TERNI

La città vuole il suo teatro: si riunisce tra le polemiche il consiglio comunale aperto

Stop ad altre modifiche, ma il comitato per il Verdi protesta

Antonio Mosca

20 Aprile 2026, 09:39

La città vuole il suo teatro: si riunisce tra le polemiche il consiglio comunale aperto

La città chiede a gran voce la riapertura del suo teatro. Proprio per questo oggi, a partire dalle 9.30, si terrà un consiglio comunale aperto.

“Metteremo a confronto - spiega la presidente dell’assemblea, Sara Francescangeli - le varie posizioni al riguardo e ci sarà ampio spazio anche per i tecnici che hanno seguito il progetto e che avranno modo di spiegare perché risultano impossibili ulteriori modifiche”.

Al momento si sta procedendo con la terza variante, l’edificio è completamente “impacchettato” e nel cantiere si lavora senza sosta.

L’obiettivo è concludere i lavori, con l’utilizzo dei fondi del Pnrr, entro giugno, ma tutto lascia pensare che ci sarà una proroga. E poi si dovrà comunque procedere con gli arredi e la sistemazione dei locali interni.

Insomma ci vorrà ancora tempo.

In consiglio oggi ci saranno diversi interventi da ascoltare. Tra questi quello del capogruppo della Lega in Regione, Enrico Melasecche, che ha seguito l’iter dei lavori sin dall’inizio.

La richiesta del consiglio comunale aperto è arrivata dal gruppo di maggioranza di Alternativa Popolare. Attesi a palazzo Spada anche i rappresentanti del comitato per il teatro Verdi che avevano chiesto, anche con una petizione popolare, la modifica del progetto.

La loro presenza è rimasta incerta fino all’ultimo perché ritengono la convocazione tardiva, fuori tempo massimo.

“Terni - affermano - non avrà più il suo teatro, ma un ibrido. Non potrà ospitare la lirica ed avrà una pessima acustica. Parlarne ora, con un progetto blindato, ha poco senso”. Il comitato, con un suo rappresentante, dovrebbe limitarsi a leggere una lettera a firma dell’architetto Vladimiro Paiella in cui si illustrano numerose censure critiche al progetto ed all’operato del Comune. Il comitato, come è noto, sostiene un ritorno al teatro ottocentesco dell’architetto Luigi Poletti e contesta il cinema-teatro postbellico.

Di diverso avviso l’architetto Danilo Sergio Pirro, secondo cui “il rapporto con il passato non può essere risolto attraverso l’imitazione. Un’architettura che si limita a riprodurre forme storiche rinuncia alla propria responsabilità culturale; smette di essere progetto e diventa esercizio di stile”.

Infine, per il consigliere del gruppo Misto, Guido Verdecchia, “Terni sta collezionando scatole vuote. Un consiglio comunale convocato con 13 mesi di ritardo - afferma - è una beffa. Non si può avallare il funerale della cultura ternana”.

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