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Libri da leggere con le mani

E’ aperta fino ad oggi la mostra di testi tattili illustrati: 180 opere trasformano la lettura in un’esperienza accessibile

Flavia Pagliochini

19 Aprile 2026, 18:30

Libri da leggere con le mani

Ad Assisi, per un intero fine settimana, le storie cambiano forma. Non si ascoltano né si guardano soltanto, ma si seguono con le dita, si attraversano, si riconoscono al tatto.

Succede al Serafico, dove da ieri e fino a stasera alle 19.30 è aperta al pubblico la mostra dei libri tattili illustrati: 180 opere realizzate con materiali, rilievi e texture pensate per trasformare la lettura in un’esperienza accessibile.

La mostra è parte dell’ottava edizione del concorso nazionale di editoria tattile “Tocca a te!”, promosso dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi, dalla Fondazione Robert Hollman e ospitata al Serafico.

I libri sono gli strumenti più potenti per conoscere il mondo perché permettono di immaginare e dare forma alla realtà. Tutti noi da bambini abbiamo iniziato dai libri illustrati, ma per un bambino cieco questo passaggio rischia di mancare: senza immagini accessibili la conoscenza può restare sospesa” ha spiegato Francesca Di Maolo, presidente del Serafico di Assisi, a margine della cerimonia di premiazione.

È per questo motivo - ha aggiunto - che il libro tattile è fondamentale: quando un’immagine non può essere vista deve poter essere letta con le dita, altrimenti si resta esclusi. Ringraziamo la Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi e la Fondazione Hollman per averci dato l'opportunità di ospitare questa iniziativa, che non deve restare confinata in realtà come la nostra: è necessario che questo modello diventi parte integrante delle politiche sociali e culturali, che venga supportato anche sotto il profilo della produzione, che venga sostenuto con convinzione da chi ha la forza economica e la volontà politica di farlo.”

“Proprio per questo quello che vogliamo lanciare oggi è un appello: viviamo ancora in un mondo costruito attorno alla vista, perché nelle biblioteche si leggono libri pensati per essere guardati, nei musei si osservano opere, negli spazi urbani ci si muove seguendo codici visivi. Oggi questo non basta più: la sfida è iniziare a progettare non per qualcuno ma insieme a qualcuno, portando questi linguaggi tattili e sensoriali nei luoghi della vita quotidiana”, ha concluso.

Un approccio, dunque, che richiama in maniera concreta anche la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, affinché venga garantito a chiunque l'accesso alla cultura e alla conoscenza su basi di piena uguaglianza.

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