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Ex Fcu, finiti i binari: a maggio completato l'interno armamento. Ma è incognita sui tempi dell'apertura

Stazioni con info point e convogli con livrea dedicata alle bellezze dell'Umbria: nei piani della Regione c'è anche l'attrattività turistica

Alessandro Antonini

18 Aprile 2026, 07:53

Ex Fcu, finiti i binari: maggio completato l'interno armamento. Ma è incognita sui tempi dell'apertura

La stazione di Marsciano

“Il treno dei desideri nei miei pensieri all’incontrario va”, canta Celentano. I nuovi binari della ex Fcu, da Ponte San Giovanni a Terni e da Città di Castello a Sansepolcro, sono pronti. Ma la riapertura completa della linea dovrà attendere altri due anni. Le lungaggini della burocrazia. Eppure i Minuetto con livrea dedicata alle bellezze del Cuore verde, le nuove stazioni con info point interno e rastrelliere per bici elettriche, dovevano rappresentare un supporto immediato per il turismo della regione. Non solo: il piano di una metropolitana di superficie, gli interscambi con i treni Fs, il ritorno di Sant’Anna come il terminal di punta della dorsale umbra, dovranno attendere.

All’incontrario, rispetto alle previsioni più ottimistiche. Certo, il treno dei desideri lo rivedremo a breve nella fase di collaudo transitare nella Media Valle del Tevere fino a Terni e all’estremo nord dell’Umbria. Il cronoprogramma aggiornato a ieri della Regione Umbria, indica i lavori per i binari già del tutto completati: la fase che include anche il rinnovo di armamento, cambi e deviatoi sarà completata per metà maggio. Opere civili, marciapiedi ponti e viadotti finiranno entro giugno. Servirà un po’ di più per l’istallazione del sistema Ertms, ossia il meccanismo per la supervisione e il controllo del distanziamento dei treni, che innalza le prestazioni delle linee sul fronte sicurezza e permettere di portare la velocità a circa 100 km orari. Una parte verrà completata nel rispetto delle tempistiche del Piano nazionale di ripresa e resilienza, poi i lavori proseguiranno con altri fondi. Seguirà il collaudo.

Da lì richiesta anche l’autorizzazione all’esercizio all’Anfisa (Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali), che prevede un anno e mezzo all’incirca di attesa. Salvo richieste di integrazioni o modifiche. Ergo, se per la parte Nord si potrebbe aprire nel 2027 da Città di Castello, per quella Sud, si profila il 2028: la prima metà nella ipotesi più ottimistica, tarda estate-autunno (con la ripresa delle scuole) in quella più pessimistica. E realistica. Ma i lavori non sono finiti. La Regione nell’ambito del tavolo con Rfi ha chiesto che anche la nuova Fcu - considerato vettore strategico - rientri in un piano statale a lungo termine per poter completare così le opere infrastrutturali e far passare anche in convogli da 18 tonnellate ad asse (i Minuetto sono a 16). Ottenendo così i raddoppi che mancano. Aumentando ancora la velocità e permettendo il passaggio anche dei convogli della rete nazionale. Ci sarà da battagliare. E servirà altro tempo. Le rivoluzioni non sono un pranzo di gala.

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