Perugia
Il Consiglio di Stato ribalta il verdetto del Tar e sblocca uno dei cantieri più attesi dell’Università degli Studi di Perugia: a Monteluce, nell’area di via del Giochetto, può finalmente partire l’intervento sul Padiglione W, il più consistente del piano di riqualificazione.
Con la sentenza 02676/2026 del 1° aprile, i giudici di secondo grado hanno infatti ristabilito i punteggi originari della gara, annullando di fatto la decisione del Tar Umbria che, nell’agosto 2025, aveva imposto la revisione della graduatoria. Una vicenda amministrativa giocata sul filo dei decimali che aveva congelato un appalto da circa 18 milioni di euro, considerato strategico per il futuro del polo scientifico.
Ora, superato lo stallo, l’ateneo può procedere. “Entro qualche mese potrà essere avviato anche il terzo e principale cantiere dell’area”, spiega il professor Paolo Verducci, delegato del rettore alla Cura del Costruito. Il riferimento è proprio al recupero del Padiglione W, destinato a diventare una piattaforma biotecnologica con laboratori avanzati.
Nel frattempo, nell’area di via del Giochetto sono già attivi altri due interventi: il miglioramento sismico dell’edificio degli Istituti biologici A1 e quello, sismico e antincendio, degli Istituti A2. “I primi due cantieri sono in corso e stanno procedendo”, conferma Verducci, sottolineando come l’intero progetto sia accompagnato da “un’attività progettuale in evoluzione, con l’obiettivo di migliorare e valorizzare lo sviluppo sostenibile dell’area”.
Un disegno più ampio che punta a ridisegnare uno dei nodi strategici della città universitaria. “Sono ripresi i lavori in via del Giochetto”, evidenzia il rettore Massimiliano Marianelli, annunciando anche la costituzione di un gruppo di lavoro dedicato, che coinvolge i Dipartimenti interessati e coordina le diverse fasi dell’intervento.
In questa prima fase si procede con le opere più urgenti, inserite però in una visione complessiva. “Stiamo lavorando per definire una funzione chiara e utile, in dialogo con il territorio e con chi vive quella zona”, aggiunge il rettore, indicando come priorità la fruibilità degli spazi per gli studenti e l’integrazione con il quartiere.
Il progetto del Padiglione W rappresenta infatti un tassello centrale per la creazione del nuovo polo universitario di Monteluce: oltre ai laboratori, sono previsti spazi per la didattica, la ricerca e la vita studentesca, con l’obiettivo di ospitare centinaia tra studenti, dottorandi e ricercatori dei dipartimenti scientifici.
La riattivazione del cantiere segna quindi un passaggio decisivo dopo mesi di incertezza legati al contenzioso amministrativo. Una partita che aveva visto il Tar ribaltare l’esito della gara sulla base della mancata attribuzione di un punteggio legato alla certificazione per la parità di genere, modificando la graduatoria finale.
Il Consiglio di Stato ha ora riportato la situazione all’impostazione originaria dell’Università, consentendo di riprendere il percorso.
L’obiettivo, ora, è trasformare un’area rimasta a lungo in sospeso in un polo moderno e integrato, capace di coniugare ricerca, innovazione e qualità degli spazi.
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