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Perché non servono nuove tratte del Minimetrò

Claudio Sampaolo

17 Aprile 2026, 19:40

Perché non servono nuove tratte del Minimetrò

Il nodo della mobilità, in questa nostra città verticale, tiene sempre più banco in ogni convegno, presentazione di libri o discussione politica, ed a scadenza regolare si riparla di progettare e realizzare nuove tratte del Minimetrò, essendo per definizione un’opera incompiuta (ne erano previste cinque totali), in particolar modo verso il Santa Maria della Misericordia e la cosiddetta Nuova Monteluce. Avendo una idea dei costi (coi conteggi rivalutati di venti anni fa non basterebbero 3-400 milioni di euro) e constatando che il Fondo Nazionale Trasporti non ha finanziato il Minimetrò, considerato “mobilità alternativa”, alla stregua del trenino della Città della Domenica, gadget per turisti, figuriamoci chiedere soldi per altre due linee.

Insomma potremmo chiuderla qui per mancanza di basi (soldi), ma vale la pena fare qualche ragionamento oggettivo sulla utilità di imbarcarsi in una simile avventura, ancorché puramente dialettica, considerando anche la immaginifica teleferica/funivia da Ponte Felcino proposta dall’amministratore unico di Minimetrò spa Andrea Mazzoni.

Partiamo dall’ospedale, dai numeri. Chi dovrebbe andare a parcheggiare gratis a Pian di Massiano e poi spendere 3 euro, andata e ritorno, per arrivare a destinazione dopo 3 km? Chi deve effettuare visite o fare degli accertamenti diagnostici? Chi va a trovare degenti? I quasi 3mila dipendenti tra ospedalieri e universitari? I 2500 che frequentano la facoltà di Medicina? Gli unici che non avrebbero problemi sono proprio gli studenti, che con 70 euro all’anno viaggiano su ogni mezzo di trasporto pubblico. Ma gli altri? Dagli Oss agli apicali, dovrebbero spendere all’incirca 80 euro al mese, a prescindere dagli orari dei circa 156 turni diversi, con il grosso che entra al mattino dalle 7 alle 8 ed esce che è già buio.

In pratica il Minimetrò dovrebbe iniziare le corse prima e chiudere dopo, cosa a quanto pare difficile da strutturare su 365 giorni per questioni sia economiche che tecniche, relative alle ore di fermo che il mezzo deve avere ogni 24 ore.

E poi, altro dato oggettivo: i progettisti del Metrobus, che entrerà in funzione a giugno 2027, hanno messo in conto di trasportare gran parte di coloro che si recano all’ospedale, ed a parte la difficoltà di far coincidere gli orari, che facciamo, una concorrenza interna? Due ultime cose: per allontanare le auto dai parcheggi attuali bisognerebbe metterli a pagamento, una specie di sfida che, negli anni, né le amministrazioni comunali né quelle ospedaliere hanno sempre evitato.

Infine: siamo proprio sicuri che gli attuali parcheggi siano insufficienti? O bisognerà rifare i conti quando il polo universitario costruirà il suo, privato, da 500 posti, del quale si parla dal 2010, giorno dell’inaugurazione dell’Ellisse, per il quale si aspettava un finanziamento ministeriale di 3 milioni di euro?

Ci sarebbe poi Monteluce, che, rispetto alla tratta verso l’ospedale, tutta fuori terra e semplice da realizzare (si fa per dire) prevedeva all’epoca un lungo tunnel sotto l’acropoli, lungo XIV Settembre, Porta Pesa, via Brunamonti. In più si era anche ipotizzato un altro tunnel da Sant’Anna al Pincetto, circa 400 metri, da percorrere con l’ausilio di un tapis roulant per collegare anche i passeggeri in arrivo con la Fcu. Sulla carta si può fare tutto, ma per intercettare quali flussi? Anni fa, la Giunta Boccali ipotizzò di far arrivare la stazione del Minimetrò fino al cimitero di Monterone, dimenticando che uscendo dalla E45 a Pontevalleceppi, si evitava Collestrada, ma c’era poi da scalare il budello di Casaglia, un’erta lunga e stretta che negli ultimi anni ha ricevuto solo il gradimento di Tadej Pogacar. Come non detto.

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