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GUBBIO

Dimensionamento scolastico, il Tar dice no alla sospensiva: bocciata la richiesta che era stata invece approvata per Città di Castello

Redazione Web

17 Aprile 2026, 08:24

Dimensionamento scolastico, il Tar dice no alla sospensiva: bocciata la richiesta che era stata invece approvata per Città di Castello

Il Tribunale amministrativo regionale per l’Umbria ha respinto la richiesta di sospensiva sull’efficacia del decreto del direttore dell’Ufficio scolastico regionale relativo al dimensionamento scolastico a Gubbio. Diversamente, lo stesso Tar si era espresso favorevolmente per Città di Castello. Entrambi i ricorsi saranno esaminati nel merito nell’udienza fissata per il 12 maggio.

La richiesta di sospensiva per Gubbio era stata presentata dal Comune, rappresentato dall’avvocato Stefano Codovini, con l’intervento ad adiuvandum della Gilda insegnanti, assistita dagli avvocati Mario Bruto Santini Gaggioli e Sergio Gherardelli.

Il Tar - si legge nell’ordinanza pubblicata mercoledì - ritiene, nei limiti propri della fase cautelare e riservando ogni ulteriore valutazione anche in rito, che la domanda non sia meritevole di accoglimento. Secondo i giudici, risultano infatti, “prima facie”, condivisibili le eccezioni di inammissibilità sollevate dalla difesa erariale, legate alla mancata impugnazione di precedenti provvedimenti regionali, in particolare della DCR n. 86 dell’11 dicembre 2025, che già prevedeva i dimensionamenti relativi al territorio del Comune di Gubbio.

La Gilda insegnanti parla di una situazione “molto critica”. “Siamo intervenuti ad adiuvandum in entrambi i ricorsi, sia per Gubbio sia per Città di Castello - spiega Patrizia Basili, coordinatrice provinciale e componente della direzione nazionale del sindacato - a tutela degli insegnanti e al di là di qualsiasi lettura politica della vicenda, che ha visto un lungo braccio di ferro tra Regione e Governo, conclusosi con il decreto del commissario ad acta del 27 gennaio”.

Il provvedimento, sottolinea Basili, “smembra due grandi scuole secondarie di primo grado della provincia, la Mastrogiorgio-Nelli di Gubbio e la Alighieri-Pascoli di Città di Castello, per creare istituti comprensivi”.

“Le criticità denunciate da insegnanti, enti locali e cittadini sono gravi - aggiunge - a partire dalla mancanza di un’istruttoria adeguata che coinvolgesse chi la scuola la vive ogni giorno. Ad oggi la situazione è molto critica - prosegue -considerando che entro il 4 maggio dovrà essere definito l’organico delle scuole per l’anno scolastico 2026-2027, con la determinazione di classi, ore e cattedre. L’Ufficio scolastico regionale ha inoltre fissato al 24 aprile il termine per le domande di trasferimento dei docenti in esubero”.

Nel frattempo, mentre la sospensiva del Tar impone di elaborare gli organici secondo il precedente assetto nelle scuole di Città di Castello, il sistema informativo continua a recepire il dimensionamento. Questo rende necessarie operazioni manuali da parte dell’Usr, comunque condizionate all’esito del giudizio di merito.

Le difficoltà per docenti e personale non sono finite -conclude Basili- mentre la scuola paga il prezzo di decisioni che le sono estranee, legate a logiche e ambiti del tutto diversi”.

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