PERUGIA
Il Festival internazionale del giornalismo continua la sua no stop di appuntamenti che, in questa ventesima edizione in chiusura domani, offrono un ampio approfondimento su temi che vanno dalle guerre alla crisi del diritto internazionale, dal crollo dei finanziamenti al giornalismo alla manipolazione dell’informazione nell’era dell’IA, fino alle inchieste che sfidano il potere.
In programma anche uno spazio di riflessione sugli ultimi vent’anni di evoluzione del giornalismo, in uno scenario radicalmente trasformato dall’era digitale, dall’ascesa di nuovi autocrati e da teatri di guerra sempre più globali. Nulla è più come prima. Un percorso narrativo che si apre simbolicamente oggi (ore 18, San Francesco al Prato) con un dialogo tra Mario Calabresi e Francesca Mannocchi sul “Potere delle storie”, sul senso stesso dello scrivere e del raccontare la complessità della realtà. E che si concentrerà e si concluderà idealmente domani sera tornando alle origini, a vent’anni fa, quando nel 2006 – lo stesso anno di fondazione dell’#ijf – la pubblicazione del libro Gomorra rivoluzionò il modo di raccontare il potere.
Sempre oggi, alle ore 12, la Sala delle Colonne di Palazzo Graziani ospiterà la cerimonia di premiazione della XVI edizione di “Raccontami l’Umbria”, il premio internazionale di giornalismo promosso dalla Camera di Commercio dell’Umbria.
Il Festival internazionale del giornalismo si concluderà con una festa nella serata di domani per celebrare la XX edizione. Era infatti il 2006 quando la cofondatrice e direttrice Arianna Ciccone chiese: “Perché non organizzare un Festival internazionale del giornalismo?”. “Bella idea. Impossibile da realizzare”, rispose l’altro cofondatore Christopher Potter.
In vent’anni, quell’idea impossibile è diventata uno degli appuntamenti internazionali sull’informazione più autorevoli e, certamente, il più amato.
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