L'INTERVISTA
Conto alla rovescia per il nuovo disco di Maurizio Mastrini. Martedì 21 aprile esce “Capelli”, un lavoro a cui il pianista e compositore umbro, conosciuto in tutto il mondo, tiene tantissimo. Soprattutto perché, oltre ad essere il 14esimo album della sua carriera da compositore, il singolo conclusivo delle 12 tracce è “Tango clandestino”, brano dedicato a Papa Francesco e scritto “subito di getto” la sera della sua elezione il 13 marzo 2013. E non è un caso, quindi, che il lavoro esca proprio in occasione del primo anniversario della sua scomparsa.
“La sera stessa della sua elezione fui invitato a suonare per la festa in suo onore in piazza del Popolo” ricorda Mastrini che aggiunge: “Lui sapeva che c'era un pianista umbro proveniente dalla terra di San Francesco che gli aveva dedicato un brano, ma non so se lo ha mai ascoltato”.
Il maestro Mastrini pubblica così una nuova ed intensa versione di “Tango Clandestino”, brano che vedeva quindi la luce quando il mondo incontrava per la prima volta il Papa venuto dall'Argentina. “Ora ho rivisto tutti gli arrangiamenti” sottolinea Mastrini.

Un viaggio dall'Umbria spirituale di Francesco all'amata Argentina di Bergoglio, in passato anche ballerino di tango e amante di questa musica, emblema della sua terra.
Un omaggio, quello di Mastrini, a un Papa che si è fatto amare sin da subito e che è entrato come una speranza nelle case degli italiani e del mondo: “Tutto questo è riportato nelle note, una composizione che strizza l'occhio al più classico e semplice modulo del tango, in grado di aprire una breccia nell'emotività di chi lo ascolta”.
Un omaggio profondo, che unisce idealmente l'Umbria spirituale di San Francesco e le radici sudamericane del Pontefice, e che oggi torna quindi a vivere all'interno del nuovo album “Capelli”. Lavoro che per Mastrini è molto più di un disco: “È un autoritratto musicale viscerale e autentico. In 12 tracce, metto a nudo la mia anima, attraversando minimalismo contemporaneo, suggestioni sudamericane e atmosfere jazz”.
Mastrini è accompagnato dall'Orchestra Sinfonica della Felicità diretta da Roberto Marino e Paolo Scibilia, con la regia di Andrea Valentini.
Il titolo dell'album racchiude poi un simbolo intimo e potente: “I capelli sono stati, e sono ancora oggi, il mio rifugio dal mondo. Da quel nascondersi nasce oggi un'opera che, al contrario, è una rivelazione totale, una dichiarazione di identità. È il coraggio di restare fedeli a se stessi”.
“Dietro i capelli - afferma - ho un'anima che ama la vita a 360 gradi e questo disco la descriva pienamente. Ho un carattere burlone e scherzoso che finora pochi lo avevano percepito. Questa è quindi un'opera colorata, allegra, bizzarra, con forti influenze latine”.
Tra i brani, spiccano altri omaggi e suggestioni che attraversano culture e memorie: da “El Toque”, dedicato a Diego Armando Maradona (“con Maradona condivido la data di nascita e il segno zodiacale, chi lo sapeva mi chiamava appositamente ‘il Maradona del pianoforte'” sottolinea Mastrini), a composizioni evocative come “Paris c'est l'amour” e “Monsieur Satie”, fino alle atmosfere jazz di “No Smoking” e ai momenti più intimi di “Aria” e “Lacrima”. A chiudere il cerchio, “Tango Clandestino”, il tributo emozionale a Papa Francesco. Mastrini evidenzia quindi il suo forte legame con l'Argentina: “Il mio cuore batte a tempo di tango, come gli argentini, e in ogni mio album c'è sempre un tango”.
Per la presentazione del progetto, il pianista ha scelto un luogo simbolico, ricco di storia e fascino, come la Chiesa di Santa Caterina presso il Nun Assisi Relais & Museum, suggellando così il legame tra spiritualità, arte e radici. Appuntamento il 21 aprile alle ore 18.30. “Eseguirò i brani del disco nuovo utilizzando altre cose per suonare il pianoforte come palline da tennis, pennelli, elastici, bacchette, cercando di sfruttare appieno le potenzialità” annuncia Mastrini.
Con 14 album, circa 1000 concerti sold out in tutto il mondo, oltre un milione di spettatori e milioni di stream, Mastrini si conferma un artista fuori dagli schemi. Conosciuto come “il pianista che suona al contrario”, reinventa ancora una volta il pianoforte trasformandolo in un corpo vivo, tra carezze e percussioni, rompendo ogni convenzione stilistica.
Ma è la sua libertà a renderlo un personaggio. Lontano da logiche commerciali e compromessi, Mastrini ha costruito un percorso indipendente, fatto di scelte radicali e autentiche: “La mia ricchezza è la mia libertà. Se devo sbagliare, voglio che sia una mia scelta”.
Dalla bottega artigiana del padre a Piegaro ai palcoscenici internazionali: una traiettoria costruita con talento, disciplina e una visione artistica autentica.
“Il 21 aprile terrò il mio millesimo concerto, sono soddisfatto ma voglio fare di più” conclude l'intervista Mastrini guardando al futuro e annunciando anche un tour mondiale di “Capelli” con 160 date in due anni in cui toccherà tutti i continenti.
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