PERUGIA
L’assemblea legislativa dell’Umbria ha discusso oggi l’interrogazione a risposta immediata con cui il consigliere Matteo Giambartolomei (FdI) chiedeva chiarimenti alla presidente Stefania Proietti su "pericolosità e inopportunità della riduzione dei tempi delle prestazioni ambulatoriali per la dirigenza medica e sanitaria presso l’Azienda Usl Umbria 1".
Giambartolomei ha spiegato che "le principali sigle sindacali della dirigenza medica hanno denunciato formalmente una rimodulazione unilaterale dei tempari ambulatoriali da parte dell'Usl Umbria 1 e tale misura impone una significativa compressione del tempo dedicato all’atto clinico con l'unico obiettivo di incrementare il volume delle prestazioni per abbattere le liste d'attesa. La stessa denuncia è stata fatta pervenire all'assessorato regionale anche dall'intersindacale medica regionale che ha chiesto a mezzo pec una convocazione urgente a seguito della modifica unilaterale delle agende di prenotazione delle prestazioni specialistiche. Tale compressione temporale contrasta apertamente con il Codice di deontologia medica, che tutela l'autonomia professionale e la necessità di tempi adeguati "secondo scienza e coscienza", nonché con il Ccnl 2019-2021 volto a valorizzare la qualità assistenziale rispetto a logiche meramente quantitative e la mancanza di un tempo congruo per anamnesi e pianificazione terapeutica genera un aumento del rischio clinico sistemico e del potenziale contenzioso legale".
"L’intervento - ha risposto la presidente Stefania Proietti - è una misura di carattere organizzativo per migliorare l’efficienza complessiva del sistema senza incidere sull’autonomia e sulla responsabilità professionale del medico, che restano garantite nel rispetto dei principi deontologici e della normativa vigente. Non si ravvisa quindi nessuna compressione dell’atto clinico ma una azione necessaria e responsabile volta a garantire un migliore equilibrio tra domanda e offerta sanitaria. I tempi individuati costituiscono solo parametri medi di riferimento per la costituzione delle agende di prenotazione".
Giambartolomei è intervenuto sulla sanità anche con una interrogazione sui tetti di spesa.
"La scelta politica di imporre 'tetti di spesa' e limitazioni alla mobilità sanitaria rischia di creare insostenibili 'dogane sanitarie', con il pericolo di una sanità a due velocità: il cittadino che ha disponibilità economica continuerà a curarsi dove vuole pagando di tasca propria, mentre il cittadino meno abbiente rimarrà 'sequestrato' in liste d'attesa locali che il Piano stesso definisce ancora critiche", ha detto il consigliere FdI.
Anche in questo caso replica di Proietti: "Questi accordi sono strumenti per individuare meccanismi di controllo rispetto a comportamenti non coerenti con gli obiettivi di programmazione degli erogatori attraverso la definizione di tetti di attività condivisi. Il modello prevede controlli di qualità e appropriatezza delle prestazioni fornite nei diversi territori, per evitare fenomeni distorsivi. Gli accordi non penalizzano i pazienti ma al contrario puntano a rendere il sistema più efficiente. Un'attenta analisi dei flussi ha fatto emergere elevati volumi di mobilità passiva per le prestazioni ad alta complessità e una maggiore attrazione per la media complessità".
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