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Spiritualità e miracoli

L’Umbria dei miracoli: dalla pastorella muta di Deruta al corpo incorrotto di Santa Rita da Cascia

15 Aprile 2026, 19:42

L’Umbria dei miracoli: dalla pastorella muta di Deruta al corpo incorrotto di Santa Rita da Cascia

In Umbria ci sono luoghi in cui la fede si intreccia con racconti della tradizione e fatti a volte difficili da spiegare: una pastorella muta che inizia a parlare, un corpo che non si decompone, acque ritenute capaci di guarire. Non è solo la terra di San Francesco, ma un territorio che ha molto da raccontare. Quali sono i luoghi dei miracoli in Umbria?

Monte della Verna e Assisi: le stimmate, il perdono e le voci di San Francesco

È proprio da Assisi che prende forma l’immagine di un’Umbria legata al misticismo, grazie alla figura di San Francesco, uno dei santi più conosciuti al mondo. Il Santuario della Verna è il luogo in cui, nel 1224, durante un periodo di digiuno e preghiera, Francesco ebbe una visione di un serafino crocifisso. Dopo quell’esperienza, sul suo corpo comparvero le stimmate: ferite alle mani e ai piedi e una piaga al costato. I segni, secondo la tradizione, rimasero visibili fino alla morte. Pochi anni prima, nel 1216, nella Porziuncola (una piccola chiesa oggi inglobata nella Basilica di Santa Maria degli Angeli), San Francesco ottenne quello che è passato alla storia come Perdono di Assisi, cioè la possibilità, per chi entra in quel luogo in particolari condizioni spirituali, di ricevere l’indulgenza. Ancora oggi, nello stesso spazio, questo rito viene rinnovato ogni anno. Un altro episodio è legato alla chiesa di San Damiano, poco fuori Assisi. Qui, mentre pregava davanti a un crocifisso, Francesco sentì una voce che gli chiedeva di “riparare la Chiesa”. È uno dei momenti che segnano l’inizio del suo percorso.

Deruta: la pastorella muta che iniziò a parlare

Qui, secondo una tradizione locale, nel 1657 una giovane pastorella muta si fermò davanti a un’immagine della Vergine dipinta vicino a una sorgente. Dopo aver pregato, iniziò a parlare. Da quell’episodio nacque il Santuario della Madonna del Bagno. Con il tempo, le pareti si sono riempite di ex voto: piccoli quadri, oggetti, testimonianze lasciate da chi ha associato a quel luogo guarigioni o eventi inattesi.

Cascia: il profumo delle rose

Ma è a Cascia che il racconto dei miracoli assume una dimensione ancora più intensa. Qui, nel XV secolo Santa Rita ricevette una ferita sulla fronte, attribuita alla spina della corona di Cristo. La piaga, secondo la tradizione, rimase aperta per anni. Alla sua morte, dal corpo si diffuse un profumo di rosa, che accompagna la presenza spirituale di altri santi come San Pio da Pietrelcina (Padre Pio). Il corpo di Santa Rita non fu mai sepolto. Dopo la sua morte venne deposto in una cassa di cipresso che andò distrutta lasciando, secondo fonti agiografiche, inspiegabilmente intatta la salma. Nel 1627 una ricognizione ufficiale descrisse la salma come sorprendentemente conservata. Alcune testimonianze dei devoti riferiscono inoltre cambiamenti di posizione nel tempo. Dal 18 maggio 1947 il corpo è custodito nella Basilica di Santa Rita, a Cascia, all’interno di un’urna in argento e cristallo.

Montefalco: il cuore marchiato

Nel 1308, a Montefalco, alla morte della badessa Chiara (monaca agostiniana e figura mistica molto venerata), il suo corpo fu esaminato dalle consorelle e da religiosi dell’epoca nel tentativo di conservare reliquie, secondo una pratica diffusa nel Medioevo. Secondo la tradizione, nel cuore vennero trovati simboli della passione di Cristo, come la croce. Oggi la reliquia è conservata nella Chiesa di Santa Chiara della Croce, che continua a essere meta di visita. Sempre a Montefalco, sorge il Santuario della Madonna della Stella, dove, secondo la tradizione, un’immagine della Vergine ha compiuto miracoli.

Spoleto: l’immagine miracolosa

Presso il Santuario della Madonna delle Grazie è custodita un’immagine della Vergine alla quale vengono attribuiti episodi di protezione e guarigione. Le testimonianze parlano soprattutto di interventi legati a momenti difficili (malattie, pericoli scampati, situazioni risolte) e trovano riscontro nella tradizione degli ex voto, lasciati dai fedeli come segno di riconoscenza.

Collevalenza: l'acqua della guarigione

A Todi, nella località di Collevalenza, si trova il Santuario dell’Amore Misericordioso, spesso chiamato la “Lourdes italiana”. Il luogo nasce nel Novecento attorno alla figura di Madre Speranza, che indicò la presenza di una sorgente d’acqua legata alla devozione. In questo Santuario sono state costruite piscine dove i fedeli possono immergersi per chiedere guarigioni e grazie.

Castel Rigone: lapparizione

A Castel Rigone, nel territorio di Passignano sul Trasimeno, si trova il Santuario Maria Santissima dei Miracoli, edificato nel 1494 dopo un’apparizione mariana. Questo luogo divenne in breve tempo punto di riferimento per la devozione popolare della zona, anche grazie alla diffusione di racconti di miracoli e protezione associati all’immagine venerata.

Pale di Foligno: guarigioni e meditazione

Nella frazione di Pale, vicino a Foligno, si trova l’Eremo di Santa Maria Giacobbe, costruito direttamente nella roccia. Questo posto è legato a una tradizione di pratiche devozionali considerate terapeutiche: per secoli i fedeli vi si sono recati per chiedere guarigioni, in particolare legate a disturbi fisici e malattie croniche, trascorrendo periodi di permanenza nell’eremo tra preghiera e isolamento.

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