NARNI
“Chiediamo all’amministrazione comunale di formulare un’istanza al giudice delegato affinchè voglia sospendere e/o rinviare l’asta di vendita per l’area di Nera Montoro ex Algowatt e Italeaf, fissata per il prossimo 22 aprile ed in caso contrario a formulare in tempo utile una offerta per acquistare l’area. Narni non può rischiare di mettere a repentaglio la salute di un territorio e di una cittadinanza già gravemente danneggiata e che non può più esporsi a ulteriori danni ambientali”. I consiglieri comunali, aderenti all’associazione Risorsa Umbria, Eleonora Fociani e Claudio Ricci, hanno presentato una mozione, messa a disposizione anche di tutte le forze politiche per sottoscriverla, per aprire una discussione politica tra la cittadinanza: “Crediamo che occorra ripensare quell’area industriale, bonificarla e trasformarla, darle una nuova identità, metterla a servizio di quell’unicum naturalistico rappresentato dalle Gole del Nera e di un nuovo modello di sviluppo compatibile con l’ambiente e la salute dei cittadini. Riteniamo necessario che l’amministrazione comunale avvii l’iter per un nuovo piano regolatore generale che vada in questa direzione”, spiegano Fociani e Ricci.
Dallo sviluppo industriale all’inquinamento di un’area fortemente danneggiata a livello ambientale al rischio che non vengano realizzate le bonifiche e, anzi, si porga il fianco ad installazioni nocive per la terra e chi la abita: “Quell’area assomiglia oggi ad un cimitero industriale.
Il tentativo di farne un sito di impresa ambientale ha sortito effetti di tenore opposto, aggiungendo ulteriori potenziali rischi per l’aria, le falde acquifere ed il fiume Nera in un ambiente già duramente messo alla prova da un oltre un secolo di industria chimica, senza, tra l’altro, fornire ricadute occupazionali.
L’area è stata censita come sito contaminato ed inserita nell’Anagrafe regionale dei siti oggetto di bonifica. Il fallimento di alcune aziende ha rischiato di provocare ulteriori gravissimi danni all’ambiente ed alla salute dei cittadini.
La vicenda del sito ex Adica dove sono stoccati rifiuti pericolosi “potenziali fonti di contaminazione delle matrici ambientali”, è un monito pesante che deve far riflettere l’amministrazione comunale”. Ma quale sarebbe il rischio imminente?
“Il Tribunale di Milano ha dichiarato la liquidazione giudiziale di Algowatt Spa e di Italeaf Spa e disposto la vendita all’asta di parte significativa del sito per il giorno 22 aprile.
Le precedenti aste sono andate deserte, il prezzo base (373 mila euro, ndr) è diminuito notevolmente, ed il rischio che detta area e le infrastrutture diventino preda di attività speculative è assai elevato”.
Tanti soldi per un bilancio come quello narnese, ma pochi in confronto al valore della salute dei cittadini.
Senza questa mozione, promossa dall’associazione Risorsa Umbria, “il percorso dell’asta sarebbe passato sotto il silenzio delle amministrazioni, deputate invece a tutelare il pubblico interesse. Intendiamo anche incoraggiare un dibattito pubblico per chiarire il futuro di tutto il territorio”.
La storia è sempre la stessa: ogni nuova installazione industriale sul territorio sovraccaricherebbe un’area già fortemente stressata. Per non parlare degli incendi estivi.
“Proprio in questi mesi una delle aziende che insiste sul sito ha richiesto l’ampliamento della propria autorizzazione. Gli episodi della scorsa estate hanno interessato l’area e hanno riacceso l’attenzione su una serie di gravi problematiche mai risolte. Il sito è stato più volte interessato da episodi analoghi, e complessivamente rappresenta un potenziale rischio per la salute dei cittadini”.
Ora l’obiettivo è fermare l’asta del 22 aprile: “L’acquisto del lotto da parte dell’amministrazione municipale assicurerebbe la governance di quell’area che, come sopra ripensata, può rappresentare un nuovo volano di sviluppo sostenibile del territorio”.
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