Attualità
Nella piccola chiesa romanica (ex monastero) di San Paolo delle Abbadesse, nel cimitero monumentale, è stato presentato il progetto “I passi di Chiara e Francesco”, un itinerario culturale, spirituale e naturalistico, che collega i territori di Assisi e Bastia Umbra. Il percorso propone una rilettura contemporanea della fuga di Santa Chiara nella notte del 1211 dalla casa paterna, dalle mura di Assisi, per raggiungere Francesco e i suoi compagni alla Porziuncola di Santa Maria degli Angeli e, da lì, il monastero benedettino di San Paolo delle Abbadesse, dove Chiara non si arrende e l’amore verso Dio si trasforma in resistenza. “La fuga di Chiara indica il coraggio di una scelta” – ha sottolineato il vescovo Felice Accrocca – rinuncia a una vita comoda e sicura per scegliere l'incerto; decide della sua vita, va controcorrente, fa scelte difficili, mostrando un coraggio eccezionale. Oggi si tende, invece, a rinviare le scelte, perché ogni scelta comporta una rinuncia. L’auspicio è che il percorso possa aiutare giovani e adulti a “sapersi decidere”, a ritrovare la capacità di scegliere.
Un cammino di pace e solidarietà, nato dalla collaborazione tra due comuni, Assisi e Bastia Umbra, “in un momento storico in cui si erigono muri e confini”, come ricordato da Valter Stoppini, sindaco di Assisi e da Fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento: “è bello che due comuni contigui si mettano insieme per esplicitare questo cammino; occorre realizzare ponti e strade, occorre fare in modo che ci si incontri e questo itinerario è una via per l’incontro”.
Un percorso coinvolgente e immersivo, lungo circa 10.940 passi, accessibile tutto l’anno - arricchito da totem narrativi, pietre miliari e strumenti digitali, tra cui QR code multilingue - che parte da San Pietro ad Assisi, percorre la “mattonata” fino alla Porziuncola, attraversa il percorso verde di Bastia Umbra e giunge a San Paolo delle Abbadesse, per concludersi al monastero benedettino di Sant’Anna. “Percorrendo i passi di Chiara e di Francesco le persone potranno ritrovare se stesse”, ha evidenziato il sindaco di Bastia Umbra, Erigo Pecci. Il logo del progetto raffigura due orme: quella più grande di Francesco accompagna quella più avanti di Chiara, ad indicare un rapporto fondato sulla custodia e non sul possesso.
Nel corso dell’incontro, il professor Stefano Brufani dell’Università di Perugia ha ripercorso il rapporto tra Chiara e Francesco, nel contesto del risveglio evangelico tra XII e XIII secolo, ricordando come Chiara, prima “pianticella” di Francesco, ne abbia poi raccolto l’eredità, “insistendo sulla scelta pauperistica ed ottenendo da Papa Gregorio IX il ‘privilegio’ della povertà”.
A concludere, le parole di Suor Noemi Scarpa, madre badessa del monastero benedettino, “nominata” custode del sigillo del percorso, che ha ricordato il ruolo storico del monastero come luogo di accoglienza e sostegno: “la nostra comunità ha circa 1.000 anni ed è sempre stata un luogo sicuro, di rifugio, che ha dato sostentamento. Durante i bombardamenti abbiamo accolto i feriti e li abbiamo curati, abbiamo dato l’acqua alla città, siamo stati asilo per i bambini e pensionato per gli anziani; durante il covid abbiamo fatto le mascherine; distribuiamo quotidianamente cibo alle persone”. La fortezza baglionesca, da luogo di guerra, è divenuta luogo di pace e serenità.
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